| La settimana del 5 marzo |
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Algeria Crisi a due Non c’è alcuna crisi tra Parigi e Algeri, non ci sarà alcuna legge algerina sulla “criminalizzazione della colonizzazione”: si tratta solo di malumore di Bouteflika. «E da noi, si sa, l’umore del presidente diventa dottrina del governo». Così Le Matin ironizza sul gelo tra la Francia e l’Algeria, dopo la richiesta di indennizzo dei danni subiti e di scuse non formali portata avanti dai ministri di Bouteflika. Il motivo del “malumore”, dice il giornale, «è da ricercare nell’annullamento della visita di Stato di Bouteflika a Parigi lo scorso giugno, che l’Eliseo considerava “imbarazzante” perché troppo vicina alla data delle elezioni presidenziali, peraltro vinte da Bouteflika con il 90 per cento dei consensi». Insomma, una affare da primedonne, non una seria crisi «come quelle di un tempo». Emirati Arabi Uniti Caccia agli assassini «La polizia di Dubai sta stringendo il cappio attorno ai presunti assassini di Mahmoud Al Mabhouh», scrive il Khaleej Times. «Il capo della polizia Dahi Khalfan ha dichiarato di aver finora identificato 27 europei e 1 palestinese ma soprattutto ha parlato di nuove misure per riconoscere i passaporti falsi e di una migliore preparazione degli agenti». Non ci saranno, però, regole più rigide per l’ingresso degli europei - i cui passaporti sono stati falsificati per compiere l’omicidio del leader di Hamas -negli Emirati Arabi Uniti: «Il capo della polizia Dahi dice di ritenere i Paesi Ue diversi da Israele, che non ha mostrato alcun rispetto verso essi, utilizzandoli ai propri fini. Le norme quindi resteranno le stesse ma i funzionari dell’aeroporto verranno addestrati a riconoscere le caratteristiche di ogni azionalità, compresi i differenti accenti». |