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Vedanta vuole bloccare gli attivisti internazionali, accusati di sobillare le popolazioni locali contro il suo nuovo sito di bauxite. Dietro a tutto, la lotta per la tutela di un’area sacra. Il braccio di ferro dopo l’ispezione per lavori illegali
La compagnia mineraria Vedanta resources ha chiesto al governo dello Stato dell’Orissa, in India, di limitare l’ingresso nella regione di esponenti di organizzazioni non governative straniere, accusate di sobillare le popolazioni locali contro il governo e la stessa Vedanta. Dietro a tutto, il progetto di una nuova miniera di bauxite. La compagnia chiede anche l’apertura di un’indagine sulle fonti di finanziamento delle Ong. Tra le organizzazioni sotto accusa ci sono Survival international e Action aid, accusate di invitare la popolazione a spostarsi in cima alla collina dove è prevista la miniera e costruirvi delle case. Si tratta di un’area montagnosa, che comprende 672 ettari di foreste, che le tribù locali considerano un luogo sacro.
Secondo quanto riporta il quotidiano indiano Business Standard, il chief operating officer di Vedanta alluminium, Mukesh Kumar, ha accusato queste organizzazioni di essere nemiche dello sviluppo industriale, sottolineando che il governo dell’Orissa ha già dichiarato che nell’area del sito minerario non c’è alcuna popolazione tribale e invitando le autorità ad allontanare gli esponenti delle Ong che non rispettano le regole, dal momento che sono entrati nel Paese con visti turistici e non si capisce cosa facciano accampati nella giungla, anziché essere in località ospitali. Survival international, che precisa di non essere contraria allo sviluppo industriale, replica che la miniera sorge sulle terre di popolazioni indigene, che Vedanta non ha consultato e non ha alcuna intenzione di fare.
L’attacco della compagnia mineraria alle Ong è venuto dopo che il ministro indiano per l’Ambiente e le foreste, Jairam Ramesh, ha ordinato un’ispezione sul sito della miniera, non ancora definitivamente autorizzata, in seguito agli esposti che denunciavano l’inizio illegale dei lavori. In ottobre, dopo nove mesi di indagini avviate in seguito a un esposto di Survival international, il governo britannico ha condannato Vedanta per il trattamento inflitto alle tribù di dongria kondh, in relazione al progetto della nuova miniera. L’esposto contestava la violazione delle linee guida dell’Ocse sulle imprese multinazionali, perché il progetto comporterebbe il trasferimento forzato di migliaia di persone delle popolazioni tribali della regione, in seguito alla devastazione dell’intero ecosistema. Secondo il governo di Londra, Vedanta ha violato le linee guida dell’Ocse, perché «non ha tenuto conto dell’impatto della miniera sui diritti e le libertà dei dongria kondh» e «ha omesso di mettere in campo un meccanismo di consultazione preventiva». di Beniamino Bonardi 8 gennaio 2010
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