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Il governo fa blog Stampa E-mail
In rete c’è  un intero esecutivo ombra, con tanto di ministri e portaborse. Gli internauti discutono le leggi. E mandano i loro emendamenti.
di Pierpaolo De Lauro


C’è un governo parallelo nel nostro paese. Fatto di ministri, sottosegretari e pure portaborse. Prende decisioni, produce leggi e apre dibattiti. Ma non è una nuova P2 o un circolo che, occultamente, cerca di prendere il potere. È il Blog Governo (www.bloggoverno.net), un esecutivo in rete dove al posto dei due rami del Parlamento c’è il popolo di internet che partecipa con i suoi emendamenti. Il progetto è nato ad aprile, subito dopo le elezioni vinte, per un soffio, dal centrosinistra. Immediatamente nella blogosfera ha avuto inizio il totonomine sul futuro esecutivo. «C’erano grandi aspettative - spiega Francesco Costa, blogministro della Solidarietà sociale con delega per il Mezzogiorno -. Finché qualcuno, nelle varie discussioni in rete non ha detto: “Chissà com’è un governo fatto da noi blogger”». In rete il passaggio tra il dire e il fare è breve. Così, dopo pochi giorni, si iniziavano a discutere leggi e proposte e nasceva, quasi per caso, il primo Blog Governo della storia. Non ha un’identità politica o partitica delineata da statuto, ma tutti i partecipanti si riconoscono in una delle tante anime del centrosinistra, dai Ds alla Margherita fino Rifondazione.

Più che governare il paese il loro scopo è quello di realizzare un controllo sull’agenda del governo ufficiale. Se in Parlamento si discute di Finanziaria, questa sarà il tema principale delle pagine del blog. Si controlla l’operato dell’esecutivo e ogni legge o decreto passa sotto l’attento esame dei ministri virtuali. «All’inizio eravamo una trentina - spiega il blogministro Costa -, ogni tematica è trattata dal corrispettivo ministero, ovviamente ogni poltrona è simbolica ed è scelta a seconda delle competenze e degli interessi di ognuno». L’economista al ministero dell’Economia, il giovane studente del sud alla Solidarietà sociale, l’avvocato riporrà la sua esperienza nella Giustizia e cosi via. Tutto si svolge come una sorta di gioco, ma per raggiungere le alte sfere del “potere” bisogna essere preparati e informati, la strada è lunga e come tutti i lavori si inizia dal basso. Si parte come portaborse per poi salire lentamente tutti i gradini. «La carriera è una sorta di gioco per rafforzare l’idea di questo governo ombra - spiega Costa -. In realtà essere ministro o sottosegretario non fa nessuna differenza, è solo l’ambientazione del blog, tutti hanno diritto di scrivere. Tutte sono cariche simboliche, c’è soltanto un piccolo comitato di otto editori che si occupano della manutenzione tecnica».

I visitatori del sito partecipano con i propri commenti alle varie proposte, che usando un gergo parlamentare vengono chiamate emendamenti. I risultati sono ancora tutti da valutare, per il momento il Blog Governo è in una “fase beta”, di sperimentazione. A oggi presenta circa mille contatti al giorno per un totale di circa 50.000 pagine viste in un mese. Il sito, inoltre, è stato aggregato dalle news di Google trasformandosi in una fonte semiufficiale. «Questo è un sito amatoriale al quale ognuno dedica il tempo che può - spiega il blogministro -, di conseguenza non abbiamo un obiettivo a breve: ci limitiamo a seguire l’evoluzione dell’attualità, poi si vedrà». Come per ogni struttura di governo non possono certo mancare i sondaggi. Per la cronaca si chiede ai visitatori se il governo Prodi (quello ufficiale) sarà in grado di risollevare le sorti del paese. I dati al momento presentano un po’ di sfiducia verso l’operato dell’esecutivo. Forse anche il professore non farebbe male a seguire i consigli di chi blog governa. 

 
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