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Legge 40, senza diagnosi più aborti Stampa E-mail
Il medico Gianni Monni: «Anche fra le coppie cattoliche».
di Simona Maggiorelli


E' considerata ancora una grave malattia congenita la Beta talassemia nonostante il progresso delle terapie. «Perché porta a una forte anemia e dunque al bisogno di continue trasfusioni di sangue. E può portare disturbi alle ossa, disturbi metabolici, problemi alla milza, difetti cardiaci e sterilità», spiega Gianni Monni, primario dell’ospedale microcitemico di Cagliari dove, da molti anni, si occupa di procreazione assistita (Pma) e di diagnosi genetica preimpianto. In Sardegna, a seconda delle zone, la talassemia ha una diffusione intorno al 12 o 13 per cento, mentre in Sicilia tocca il 7 per cento, poco meno in Calabria e Puglia. «Molte donne,  tutte quelle che se lo possono permettere - prosegue Monni - stanno andando in Turchia, in Belgio o in Spagna per sottoporsi a fecondazione con diagnosi preimpianto, esame genetico che la legge 40 dal 2004 ha proibito in Italia.

Cosa cambierebbe se fossero riscritte le linee guida della legge 40 che vietano la diagnosi preimpianto?
Purtroppo poco se l’impianto della 40 restasse immutato. Perché questa legge costringe il medico a trasferire in utero anche gli embrioni che all’esame risultassero malati. In più, per poter accedere alle tecniche, la coppia deve essere infertile. E non si possono inseminare più di tre ovociti. Troppo pochi visto che una coppia portatrice di malattie genetiche, come la talassemia o la fibrosi cistica, ha un 25 per cento di rischio di trasmettere la malattia. Le linee guida mondiali, in casi di questo genere, suggeriscono di inseminare almeno otto o nove ovociti per poter avere la sicurezza di di embrioni sani e idonei al trasfert.

Dunque questa legge ha fatto aumentare gli aborti?
Chiaramente gli embrioni di donne over 35 hanno anomalie cromosomiche molto più frequenti. Così, non potendo selezionare quegli embrioni che hanno più possibilità di svilupparsi è aumenta automaticamente la possibilità di aborto.

Anche il divieto di diagnosi preimpianto incide?
Le donne  continuano a fare la tradizionale villocentesi e nel 99 per cento dei casi, se scoprono che il feto è portatore di talassemia, decidono di interrompere la gravidanza. Qui in ospedale abbiamo eseguito circa 6.700 diagnosi prenatali, cioè durante la gravidanza. Di queste il 25 per cento sono state diagnosi di malattia (circa 1.300) e  quasi tutte le coppie hanno deciso di abortire.

Fra loro anche coppie cattoliche?
Qua lo sono in molti. E del resto la maggioranza degli italiani si dice cattolica. Oppure no? 

 
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