Da sceneggiatrice di film per Edoardo Winspeare a regista in proprio. Con questo film d’esordio Cecere ci regala un ritratto femminile di rara intensità
Dopo aver scritto storie per il cinema degli altri, Giorgia Cecere esordisce alla regia con un ritratto di donna di rara intensità. Un ritratto che ha il volto di Isabella Ragonese, unica attrice professionista del cast de Il primo incarico nelle sale dal 6 maggio. Un film molto femminile «sul percorso di crescita che compie una ragazza di vent’anni per arrivare alla propria originaria possibile felicità», dice la stessa regista definendolo curiosamente un «western dei sentimenti». «Ho sempre amato i film di cowboy - confessa- , film dove i protagonisti se ne andavano da soli in paesaggi sconfinati, ero affascinata dalla loro vita solitaria - prosegue Cecere - anche per il rapporto con la natura dei personaggi che poi ho riportato anche in questa storia». In realtà il film lo portava con sé da tempo: «Avevo già deciso di mettermi dietro la macchina da presa» precisa la regista che in questo suo passaggio ha trovato subito sostenitori. Il primo, il regista Edoardo Winspeare di cui è stata sceneggiatrice per Sangue vivo e Il miracolo e che con la sua Saietta Film ha dato un concreto sopporto al film. «Edoardo è stato il primo fan della storia mi è rimasto accanto dandomi aiuto vero». Sbirciando nel suo curriculum poi scopriamo anche una collaborazione con Gianni Amelio (Porte aperte e Il ladro di bambini) e l’esperienza maturata alla scuola di Ermanno Olmi a Bassano del Grappa. Ambientato negli anni Cinquanta, Il primo incarico è la storia di Nena una maestra pugliese che deve lasciare il suo paese vicino a Santa Maria di Leuca per trasferirsi nella campagna brindisina e assumere il suo primo incarico di maestra di scuola. Ad accoglierla, però, trova una realtà ostile, quasi arcaica, che non la farà desistere dal portare a termine il suo mandato dimostrando un carattere fuori dal comune. Una “sua” storia, sentita, “fisica” che Cecere ha scritto con Li Xiang-Yang che è soprattutto un pittore qui al suo esordio nella scrittura per il cinema, e Pierpaolo Pirone con cui collabora da anni. «Siamo tutti e tre sceneggiatori molto singolari, ci accomuna il fatto che pensiamo ai film in modo visivo, come se mentre scriviamo facessimo un montaggio - sottolinea la regista - il mondo evocato dal film ha sempre avuto nella mia testa una vividezza particolare: è il mondo in cui sono vissuti mia madre e mio padre, alla cui storia mi sono ispirata». Tutto questo facendo «nient’altro che un film» dove lo spettatore non deve distrarsi per esempio dal virtuosismo delle interpretazioni. «Ho scelto volutamente attori mai visti prima, che non fossero volti già familiari al pubblico, tra questi Alberto Boll e Francesco Chiarello - continua Cecere - eccetto Isabella Ragonese, che incontrai da attrice semisconosciuta e che ha avuto la pazienza di aspettare che il film si realizzasse, la grazia di restare come l’avevo vista la prima volta, la capacità di diventare nel frattempo l’attrice più interessante della sua generazione». Girato vicino a Cisternino nel film con Nena l’altra vera protagonista è, in realtà, la natura: «Per fortuna abbiamo trovato luoghi bellissimi, selvaggi e particolari». Anche l’attenta ricerca visiva è funzionale alla storia: «Abbiamo lavorato molto su scene e costumi fin dove il budget non lo impedisse, in realtà se si vuole la cura dei dettagli può essere fatta anche se il film è prodotto in economia». Come nel suo caso che però ha trovato subito interlocutori nelle istituzioni locali. Prodotto da Bianca Film in collaborazione con Rai cinema, il suo esordio ha il contributo dell’Apulia Film Commission, delle province di Brindisi e Lecce e dei Comuni di Cisternino e di Castrignano del Capo. «La film commission pugliese si è dimostrata un’istituzione capace ed efficiente che sta facendo un lavoro immenso e arricchisce tutto il territorio - conclude Cecere - ha dato vita a una vera e propria industria del cinema in Puglia e questo è molto incoraggiante e rassicurante, dimostra che ci sono dei sentieri nel bosco che si possono percorrere». di Camilla Bernacchioni 6 maggio 2011
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