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La settimana del 6 agosto |
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Iraq Luglio, col male che ti voglio Luglio è stato il mese più mortale degli ultimi due anni, in Iraq. Lo scrive il Jordan Times. «Secondo le organizzazioni internazionali, nell’ultimo mese sono morte ben 535 persone, la cifra più elevata dal maggio 2008, quando i morti furono 562. L’aumento della violenza sembra indicare che ci siano sacche resilienti che stanno approfittando con successo dell’immobilismo dei partiti politici nella formazione del nuovo governo». Gli Stati uniti hanno contestato però le cifre. «Dai militari Usa, che si stanno ritirando dal Paese, si è levata una vibrante protesta. Secondo i loro conteggi, le persone uccise sarebbero 222. Del resto, i generali statunitensi avevano posto il raggiungimento della sicurezza come condizione per il loro ritiro, e non hanno voglia di cifre che li smentiscano». I dati resi noti vengono dalle fonti incrociate del ministero della Difesa, della Salute e dell’Interno iracheni.
Niger La prigione del presidente Non ci sarà alcuna scarcerazione per Mamadou Tandja, il presidente nigerino deposto dai militari dopo una sollevazione popolare lo scorso febbraio. «Il capo della giunta militare, Salou Djibo, ha ribadito la sua volontà di tenerlo in prigione fino al momento del processo», scrive Wal fadjri. «I sostenitori di Tandja chiedono che venga rilasciato, e lui stesso spera nella clemenza. Curioso destino, per un uomo che si era mostrato insensibile ai molteplici appelli lanciati dai partiti, dalla società civile, persino dal Consiglio di Stato. Ora spera nella bontà degli stessi che ha represso». |