|
La settimana del 6 agosto |
|
|
Sri Lanka Ferite ancora aperte «Stress post traumatico, violenza, suicidi... Dopo uno tsunami e un conflitto separatista che è durato più di venti anni, i cingalesi sono ormai feriti nel profondo». Comincia così il lungo reportage che il quotidiano canadese Le devoir dedica all’ex isola di Ceylon, intervistando sfollati e medici dei campi profughi che accolgono gli scampati al conflitto. «A lungo lo Sri Lanka ha avuto il primato dei casi di suicidio al mondo», scrive il giornale, «con 46 morti ogni centomila vivi. Oggi, magra consolazione, la cifra si è dimezzata, pur restando tra le più alte del pianeta. Ma tanto qui non c’è persona che non abbia almeno un morto da piangere in famiglia, e il peggio non è aver perduto una persona cara ma l’averla vista morire in circostanze così atroci, inghiottita dal mare o sotto i bombardamenti».
Pakistan Sciopero a oltranza Trecentocinquanta fabbriche chiuse, 100 lavoratori feriti, 150 aziende danneggiate e 50 veicoli bruciati. Il bilancio delle manifestazioni operaie del 31 luglio nelle località di Savar, Ashulia e Fatullah è davvero pesante. «Lo sciopero è iniziato per chiedere un salario minimo di 5.000 Tk», scrive il Daily Star. «La polizia ha sparato contro i manifestanti più di 100 pallottole di gomma e ha lanciato oltre 30 candelotti di gas lacrimogeno. Inoltre ha fatto uso di idranti e di manganelli sugli operai per disperdere i cortei». Questo non è stato sufficiente a fermare la rivolta, che anzi si è estesa nelle fabbriche vicine, provocando altri feriti e arresti. «Il ministro dell’Interno Sahara Khatun ha minacciato la galera per chiunque si renderà responsabile di altri atti vandalici», avverte il quotidiano. |