spacer
la notizia al centro,
il cuore a sinistra.

Dir. responsabile: Donatella Coccoli Dir. editoriale: Ilaria Bonaccorsi
è un sito MyCyrano!


Parla con Left


Americhe
Asia
Europa
Africa e Medio Oriente


Trasformazione
Libri
Cinema
Musica
Teatro
Arte

Mercati


Chi siamo
Contattaci
Redazione
Pubblicità
Credits

Abbonamento cartaceo


 
Il nihilismo del ’68 Stampa E-mail
Nel romanzo autobiografico di Anna Negri un chiaro j’accuse al padre e alla sua idea cinica e fredda di rivoluzione

Con un piede impigliato nella storia (Feltrinelli), autobiografia di Anna Negri, figlia di Toni, è un libro forse più triste di quanto voleva essere, ed è soprattutto un j’accuse  radicale verso la generazione precedente. Si comincia con l’irruzione in casa della polizia armata fino ai denti e poi si continua con  riunioni, cortei, cospirazioni, arresti, scontri, fughe, scorte, processi interminabili. Il punto di vista straniato di una bambina permette spesso di cogliere la verità nascosta di tante situazioni.
 A volte fa sorridere l’immagine di sé che vuole darle il padre, come quando vedendo nel film western Fiume rosso  uno che perde tutto per aiutare dei poveracci, commenta: «Lui sì che è di Potere Operaio…». Quando sappiamo che Potop, accanto a una rilettura spesso originale di Marx e a una audacia teorica insolita, non ha mai mostrato la minima sensibilità umanitaria e anzi tendeva a disprezzare i cosiddetti “piagnoni” del Movimento! La figlia, divenuta più grande, confesserà i propri dubbi-  però vanamente - al padre sulla reale “diversità” dei compagni rispetto alla società che volevano abbattere (e di cui riproducono vizi mentali, logiche di potere, comportamenti).

Accanto all’affetto verso il padre, al misto di tenerezza, pietà e venerazione nei suo confronti, c’è una nettissima, ostile dichiarazione di estraneità. Estraneità a cosa? Ad una vicenda collettiva  e a una mitologia che le è stata imposta: «siamo stati tutti bambini traumatizzati da una Storia che non ci apparteneva e che non abbiamo scelto». Una diversa versione di questo stesso sentimento la ritroviamo in Io non ho paura (Einaudi) di Niccolò Ammaniti, dove viene messo in scena il conflitto originario tra bambini (traumatizzati) e adulti (tra loro tutti complici, anche se apparentemente nemici). A casa Negri si era sempre alla vigilia della rivoluzione, in un’atmosfera artificialmente sovreccitata, adrenalinica. Nel caso  di Anna Negri si vede poi come la Politica sia stata l’illusione più micidiale della generazione precedente, una mistica vissuta come dovere assoluto, l’idolo davanti a cui si sono bruciati affetti, amicizie, una possibile felicità domestica…I libri del padre, che pure ha pagato di persona gli errori di quegli anni, mi sembrano paradigmatici: dietro la verve saggistica esprimono una voglia luciferina di mettere le braghe al mondo, la fede storicistica che cose e persone siano facilmente governabili. Un giorno Toni Negri racconta in famiglia, con un sorriso compiaciuto, che durante un’occupazione  all’università avevano fatto tutto a pezzi di tre centimetri per tre, perfino le schede su cui lui faceva una ricerca. Credo che molti dei guasti del post-68 nascano proprio da un’idea (antiumanistica) di rivoluzione intesa come catastrofe e negazione di tutto.
Alla fine del libro resta però l’amore struggente per i soggetti più deboli, quelli che hanno incistato nel loro stesso corpo il dolore  vissuto: il fratello Checco, più vulnerabile di lei, e poi la madre Paola, con la sua dedizione ostinata, quasi religiosa.

di Filippo La Porta

30 luglio 2010

 
< Precedente   Prossimo >
 
Federalismo, governo in bilico
Arsenico e vecchi rubinetti
L'Aquila, e la chiamano ricostruzione
La guerra di Gianfranco
Da Tangentopoli a mani sporche
Fiat, ciao Italia e grazie di tutto
Verbali volant
Protezione civile: Tremonti “azionista”
Fiat, Punto su Belgrado
Cie, diritti “sedati”
Balcani, imperialismo energetico
Agazio Loiero: «È l’ora di cambiare rotta»
Troppe attese per il nuovo Pd
Territorio, Sabina cuore di cemento
Antonio Di Pietro: Bertolaso dica ciò che sa
Gioacchino Genchi: se provano a fermarmi...
Puglia, peggio di Tangentopoli
I servitori infedeli nell’era delle stragi
Obama, la sua Africa
G8, quel che resta di Genova
L’altra faccia dell’Iran


Crociate d’Olanda
Cecenia infinita
L’incognita iraniana
Niger, colpo di Stato democratico
Usa, il domani che verrà
Messico e inferno
Dubai, sogni infranti nella sabbia
Tempo d’India
Derivati, la rivincita
Obama alla corte del Dragone
La sete di Baghdad
Chi ha paura del Balucistan
Africa, in fila per la democrazia
Di carbone e di altre sciocchezze
Un po’ di rosso sopra Berlino
Tutti pazzi per l'atomo
Chernobyl bosniaca
Kurdistan, quale futuro
Gabon, il voto sa di broglio
Afghanistan, aspettando il futuro
Duello al Sol Calante
Iraq, il bottino impossibile


Lombardo, uomo del “fare”
Preti & prede
Nome in codice Oriente
La decapitazione del Gotha
È Mafiagate
La Capitale alemanna
Lo sciopero della fame dei malati di Sla
Calvario Cucchi
Nucleare? Signorsì
Appalti, e il controllore finì sotto inchiesta
La guerra delle pale a vento
Sindona fa sempre scuola
Processi, ora Marcello ha paura
Emergenza casa, business della Chiesa
Berlusconi ha fatto un Boffo
Fiumicino, atterraggio nel Terzo mondo
I veleni di Tito Scalo
I prof di religione non danno voti
Lo Stato fallisce, la mafia fa profitti


L’essere umano al centro della politica
La Pietra dello scandalo
Ulipristal, una pillola tutta da scoprire
Un papato di passaggio
Lo scienziato che cerca l’io
L’avventura chiamata Raistereonotte
Ru486, la piccola Commissione degli orrori
Signori, non siamo la tv
In ricerca di pace
Il flusso libero di Zaha Hadid
Il logos e le donne
Joumana Haddad: donne e libertà
La fabbrica delle donne
La laicità non è una bestemmia
In cerca della Terra gemella
Quando il regime confinò il pensiero
Gobetti, libertà e rivoluzione
L’altra faccia del socialismo
Cartesiani ancora tra noi
La scelta di Rebiya
Dopo Nietzsche, Lilith
La democrazia apparente
Il Dna non è razzista
Cristianesimo, la superstizione vantaggiosa


Euro: né alto né basso, né sopra né sotto
L’autostrada della sola
Il quarto sindacato
La rivolta di Atene
Chiesa radioattiva
I furbetti della crisi
Fondi Fas, uno scippo al Mezzogiorno
Tutti gli abusi delle statistiche
Padrone di casa esentasse
La sostenibile pesantezza del debito
Dove Sacconi separa Brunetta unisce
Una morsa globale stritola la Nortel
Un milione di posti di lavoro. In meno
Innse, i guai non finiscono
Enasarco, la resistenza degli inquilini
L’Italia in paradiso. Fiscale
Fiat, con i quattrini degli altri
Luciano Gallino: il crack coi nostri soldi
I bugiardi dell’ottimismo

Ed. Altritalia soc. coop.
P.I. 06811331005
Libertà Eguaglianza Fraternità Trasformazione
LEFT Avvenimenti © 2009
 
spacer