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Esce solo in dvd il film brasiliano Linha de Passe, la nuova opera del regista Walter Salles
Come definire i personaggi di Linha de Passe, sottoproletari che vivono ai confini, che separano la miseria dalla malavita e dispongono di moto e di auto di grossa cilindrata? Non è la prima volta che li incontriamo sullo schermo. Personaggi del genere popolano anche La nostra vita, gente che vuole partecipare a quella che il regista Luchetti chiama “la festa del consumo” e diviene “cinghia di trasmissione della piccola immoralità quotidiana”. In La nostra vita siamo nella periferia di Roma, divenuta la città più vasta di Europa, la cui superficie è dieci volte più estesa di quella di Milano. E tuttavia rimane piccola nei confronti di quella di San Paolo, in cui è ambientato Linha de Passe.Un centro di 20 milioni di abitanti, con 200 chilometri di mappa stradale, percorsa giorno e notte da corrieri che sfrecciano sulle loro moto rombanti. Si tratta di personaggi che non sono più tali, ancora in cerca di definizione. Si potrebbero definire “sopraproletari”, un termine che calza a pennello ai personaggi di Linha de Passe: una madre di quattro figli, tutti di padre diverso, e con un quinto in arrivo; il più piccolo dei quattro che sogna di divenire conducente d’autobus; il secondo che aspira a fare il calciatore professionista, ma è troppo anziano per iniziare, perciò falsifica la sua carta d’identità; il terzo che cera la pace, se non dei sensi, quella dell’anima, frequentando gli adepti di una invasata setta evangelica; il quarto che fa il pony express, è a corto di quattrini ma ha un figlio da mantenere e vive separato dalla moglie, che lo ossessiona con la continua richiesta degli alimenti. L’unico a realizzare provvisoriamente il suo sogno sarà il più piccolo, che di notte ruba un autobus parcheggiato sotto casa e infila felice la prima, trafficatissima autostrada, che trova sul suo percorso. Verso un finale aperto. Diretto da Walter Salles, il film emoziona e nel contempo fa riflettere, esattamente come Central do Brasil e I diari della motocicletta, i due road-movie che avevano impresso nella nostra memoria il nome di Walter Salles, in modo da farci attendere con legittima curiosità ogni suo nuovo film. di Callisto Cosulich 30 luglio 2010
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