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La settimana del 23 luglio |
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Francia Il rigore di Fillon «Abbiamo una politica di rigore, e non mi vergogno di usare questa parola». La frase pronunciata dal primo ministro francese François Fillon viene lungamente commentata dal quotidiano Le monde. «È la prima volta che l’esecutivo lo ammette», scrive il giornale. «La parola è stata finora completamente bandita dal lessico politico, e ancora la settimana scorsa il presidente Sarkozy preferiva definire la sua azione come “rigorosa”, che alle sue orecchie suona meno dura». I socialisti dichiarano «finalmente finita l’era del doppio linguaggio», mentre il presidente del gruppo parlamentare dell’Ump al Senato ammette che «il termine rassicura i mercati», e quindi è giusto sdoganarlo.
Paesi Bassi Soldati drogati Meglio definirsi tossicodipendenti che andare in Afghanistan. I quotidiani olandesi riportano i dati del ministero della Difesa, che segnala un aumento dei casi di militari che ammettono problemi di droga dal 2006, anno di inizio della missione in Afghanistan. Scrive de Volkskrant: «I soldati che non volevano essere inviati nella provincia di Uruzgan/Kandahar avevano ideato questo sistema per evitare la partenza. Sarebbero stati congedati con disonore, ma sempre meglio che la prigione e un processo, previsti invece in caso di rifiuto». Il contingente olandese della missione Isaf in Afghanistan è stato definitivamente ritirato quest’anno, dopo che sul prolungamento della missione il governo era stato battuto e costretto alle dimissioni. Le elezioni si sono tenute lo scorso giugno, ma il nuovo esecutivo non è ancora stato formato. |