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La settimana del 16 luglio |
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Libano Tra due fuochi «Quattro anni dopo la guerra tra Hezbollah e Israele, le forze dell’Onu che fanno da “cuscinetto” in Libano vivono nel timore dello scoppio di un nuovo conflitto». Il Jordan Times fa il punto sulle attività della forza di interposizione delle Nazioni unite in Libano (Unifil), di recente sottoposta a pesanti attacchi. «Per decenni Unifil ha avuto buoni rapporti con la popolazione, offrendo formazione e servizi sanitari, oltre ovviamente a svolgere il ruolo di peacekeeper. Ma negli ultimi mesi le cose sono cambiate. A giugno la gente è scesa nelle strade per protestare contro una esercitazione durata 36 ore. Durante gli scontri più accesi, nella città di Tulin, i residenti hanno disarmato una pattuglia francese e hanno attaccato i soldati con bastoni, sassi e uova, prima che intervenisse l’esercito libanese. L’inviato speciale delle Nazioni unite, Michael Williams ha parlato di “proteste organizzate” a cui hanno partecipato un centinaio di residenti. Ora si teme che gli attacchi continuino».
Sudafrica Caro mondiale «Per la finale del mondiale, il Sudafrica ha vissuto un’impennata dei prezzi senza precedenti», scrive Infos plus Gabon. «Le stanze d’albergo di Johannesburg sono passate da 690 a 1.380 dollari, esattamente il doppio. Se si guarda agli hotel di categoria inferiore, la situazione non cambia: le camere da 500 rand vengono ora offerte a 800. Alla vigilia della finale a Nelson Mandela square, il centro commerciale della città, i negozi esponevano i colori dell’Olanda e della Spagna. Magliette, vuvuzela, fischietti, cappellini: tutto è in vendita a caro prezzo per i turisti del calcio. “Devo portare i souvenir alla mia famiglia e ai miei amici”, spiega un tifoso della Costa d’Avorio. “Il prezzo non conta, che figura ci farei?”». |