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La settimana del 16 luglio |
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Usa Fallimento in Pakistan La cerimonia di consegna dei diplomi ai nuovi soldati pakistani doveva sottolineare il clima di cooperazione fra le truppe di Islamabad e gli addestratori americani, invece ha dimostrato tutti i suoi limiti. «Quasi 250 paramilitari con l’uniforme cachi e il berretto verde sono scattati sull’attenti»; racconta il New York Times, «ma questo nuovo centro era stato costruito per addestrarne duemila alla volta e le dieci settimane di formazione organizzate dagli statunitensi sono in ritardo di mesi rispetto alle date previste. In più, il Pakistan ha ridotto il numero di ufficiali americani ammessi nel Paese, che adesso sono limitati a 120 agenti delle forze speciali». Washington sta puntando molto sul lavoro svolto insieme al governo di Islamabad «ma il personale americano dovrà impegnarsi per rimediare ai tanti anni in cui gli Stati Uniti hanno bloccato gli aiuti militari al Pakistan per via del suo programma nucleare».
Argentina Dalla Spagna con fervore La visita in Argentina di Benigno Blanco, presidente del Foro de la familia de españa, scatena i commenti ironici del quotidiano Pagina12. «Il sito web del fondamentalismo cattolico trasudava allegria: Blanco, presentato come “leader di una Ong che organizza marce oceaniche”, era arrivato per “ultimare i dettagli della manifestazione del 13 luglio”. Quello che si dimenticava di dire è che Blanco è un soprannumerario dell’Opus Dei». L’istituzione cattolica , spiega ancora Pagina12, «ha fatto della battaglia contro le unioni civili una missione e si adopera per la difesa della famiglia tradizionale». Il parlamento argentino, infatti, si appresta a discutere una legge che consentirà le unioni tra persone dello stesso sesso, e la Chiesa ha organizzato per il 13 luglio una “grande marcia” di protesta. Finora, però, Blanco non può vantare successi: «In Spagna», spiega Pagina12, «ha guidato l’opposizione alla legge per il diritto all’aborto e, come per quella sui matrimoni civili, ha perso».
Colombia Il riscatto di Ingrid Ingrid Betancourt ha chiesto un indennizzo di 6,5 milioni di dollari al governo colombiano per il suo sequestro. La notizia ha suscitato enorme scalpore in Colombia ma lei, scrive El Espectador, si difende: «Non lo faccio per me ma per gli altri sequestrati». A chi la accusa di voler mettere a frutto la sua celebrità, la Betancourt risponde che il suo obiettivo è una legge per l’indennità alle vittime del terrorismo. «Per questo ho chiesto una cifra così alta, perché assumesse un valore simbolico». |