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La settimana del 2 luglio |
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Iraq I soldi del petrolio La città petrolifera Kirkuk ha ricevuto proventi dal greggio per 65 milioni di dollari. Lo riferisce il quotidiano in lingua inglese Az Zaman. «Secondo la nuova legislazione irachena, la province petrolifere hanno diritto a un dollaro per ogni barile esportato. La somma ricevuta da Kirkuk è relativa ai primi quattro mesi dell’anno, e dovrà essere utilizzata per progetti di sviluppo e ricostruzione. Il governo di Kirkuk ha trasferito i soldi a un’apposita commissione, che valuterà gli investimenti da fare». È la prima volta, dopo l’approvazione della legge sul petrolio, che alle province vengono assegnati i proventi del greggio. Non è ancora noto quanto sarà il dividendo per Bassora, nel Sud del Paese, i cui giacimenti solo nel mese di maggio hanno prodotto oltre 45 milioni di barili al giorno.
Burkina Faso Parole, parole, parole... Il quotidiano burkinabé Observeur Paalga spiega cosa pensano i Paesi africani delle promesse di aiuto che anche quest’anno sono venute dal G8. «Per parafrasare la celebre canzone, queste decisioni non sono altro che “parole, parole, parole”. La storia ne è testimone. Tutti si ricordano che cinque anni fa a Gleneagles, in Scozia, il G8 aveva promesso di aumentare il suo aiuto annuale allo sviluppo di 50 miliardi di dollari, di cui 25 per l’Africa. Ma il bilancio nel corso di questo vertice ha mostrato che sui 50 miliardi promessi, 18 mancano al totale. Stando così le cose, si ha spesso l’impressione che tra due coppe di champagne e due tranci di foie gras, i dirigenti dei Paesi membri prendano grandi decisioni che poi faticano a mettere in pratica. Cosa che fa dubitare della loro lucidità nel momento in cui le prendono». |