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La settimana del 25 giugno Stampa E-mail
Gran Bretagna
La 300esima vittima

Arriva a 300 il numero delle vittime britanniche in Afghanistan. Con la morte di un marine del 40° Commando, il Regno Unito è costretto a fare i conti con il prezzo di restare a Kabul: «Il militare è il 15esimo caduto in un mese», scrive il Guardian, «è stato colpito mentre pattugliava il distretto di Sangin nella provincia di Helmand. Il primo ministro Cameron ha riconosciuto che molti inglesi si stanno domandando qual è il ruolo della Gran Bretagna in questa guerra e ha risposto che le truppe sono in Afghanistan perché la popolazione non è pronta a mantenere la sicurezza nel proprio Paese né a evitare che i terroristi allestiscano campi di addestramento sul loro territorio».

Francia
Calciatori autogestiti

Nonostante le pessime performance dei bleus, la Francia resta concentrata sui mondiali di calcio. Anche l’eurodeputato verde Daniel Cohn Bendit esprime la sua opinione sulla nazionale - ed è positiva: «Alla fine, abbiamo la nostra squadra unita di fronte alle avversità», risponde a Libération. «Il preparatore fisico, il direttore della lega e l’allenatore, poco importa chi sia il nemico, questi giocatori sono degli eroi, decisi a restare padroni del loro destino, costi quel che costi». La parola d’ordine di questi campionati del mondo, secondo Cohn Bendit, è “autogestione”: «Nel passato, solo i compagni di squadra di Socrates - nel club brasiliano Corinthians - avevano osato tanto . Di fronte alla dittatura militare non esitarono ad autogestirsi. Meglio, in occasione di una partita, entrarono in campo con la bandiera “Vincere o perdere, ma sempre in democrazia”». Un precedente di peso, per la nazionale francese in subbuglio.
 
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