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La settimana del 18 giugno |
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Pakistan Sulla corda «I capi militari stanno camminando su una corda per funamboli». Così il quotidiano pakistano in lingua inglese Dawn definisce le operazioni condotte dall’esercito nella zona del nord Waziristan. «Abitata da 350mila persone, la regione è considerata un impenetrabile rifugio di terroristi, compreso Osama bin Laden. Ma i nostri comandanti sono in bilico tra le pressioni degli americani e il timore che una grossa offensiva militare possa far precipitare la regione in una spirale di violenza». Il Pakistan cerca un dialogo con alcuni settori tribali della zona, sui quali «dovrà contare quando gli Usa se ne saranno andati dall’Afghanistan». Questo spiegherebbe, secondo il giornale, la scarsa propensione verso gli attacchi su grande scala. «Non possiamo perdere il vantaggio conquistato nel Waziristan del Sud».
Cina Giustizia sovrana L’Europa chiede la liberazione del dissidente Tan Zuoren, condannato a 5 anni di prigione, e la Cina risponde piccata che «non si accettano lezioni sui diritti umani». Lo riferisce il filogovernativo China Daily. «Il portavoce del ministero degli Esteri Qin Gang si è augurato che l’Unione europea non voglia ancora interferire sul sistema giudiziario cinese. «Zuoren è stato processato secondo le leggi del nostro Paese e giudicato colpevole», ha detto il portavoce. «Nessuno può limitare la nostra sovranità giudiziaria, se non si vogliono pregiudicare le relazioni Cina-Ue». Qin Gang ha manifestato così il proprio scontento per le inopportune dichiarazioni sulla vicenda». |