Esempio di recensione possibile dopo la condanna del critico Alfredo Gasponi
La Corte d’appello di Roma ha confermato la condanna del critico musicale Alfredo Gasponi del quotidiano Il Messaggero a rifondere 500mila euro agli orchestrali di Santa Cecilia a causa di un’intervista pubblicata nel ’96 al Maestro Wolfgang Sawallisch e annunciata da un titolo di prima pagina che annunciava: “A Santa Cecilia non sanno suonare”. Il titolo, sul quale principalmente s’è imperniata la condanna, non era neppure stato fatto da Gasponi che da contratto è un articolo 2, ossia un collaboratore fisso e non un redattore. Il risultato di questa bella sentenza della Corte d’appello è che non si può più esercitare il diritto di critica nelle questioni d’arte. A questo punto un giudizio sullo spettacolo messo in scena all’Argentina da Armando Pugliese, L’oro di Napoli, è uno solo: bellissimo, meraviglioso, superlativo, stellare, mai visto nella storia del teatro italiano un allestimento così prezioso, importante, raffinato, intelligente. Nuovo ma anche tradizionale, grandioso ma anche intimista, complesso eppure semplice, surreale ma realistico, classico e sperimentale, beckettiano e invero brechtiano, una tragedia in commedia, una farsa euripidea, un dramma aristofanesco, Luchino Visconti e Jerry Calà. Per non parlare della compagnia: incredibile, favolosa, a Londra ce la invidiano e quelli della Comédie-française parigina sono dei mediocri sputabattute. E le luci, che dire delle luci, di quei deliziosi par delicatamente velati da soffuse gelatine? E i costumi, le scenografie, l’impianto elettrico, oh l’impianto elettrico da cui passa l’energia, il raggio della modernità; e le adorabili cantinelle (piccole aste di legno usate per gli allestimenti) così prodigiosamente unite da pregiate abbiettature (che sarebbero le giunture) delle quali pari non v’è nei teatri dell’intero orbe terracqueo. Chi avesse visto lo spettacolo e non fosse d’accordo è pregato di rivolgere le sue osservazioni alla magistratura. Il cronista teatrale deve limitarsi a riportare titolo, autore, regista, protagonisti (macchinisti e falegnami non figurano nella locandina): La pirandelliana in coproduzione con Diana O.r.i.s. presenta L’oro di Napoli, dai racconti di Giuseppe Marotta, adattamento teatrale di Gianfelice Imparato e Armando Pugliese, regia Armando Pugliese, musiche di scena di Nicola Piovani, con Gianfelice Imparato e Luisa Ranieri, scene Andrea Taddei, costumi Silvia Polidori, luci Valerio Tiberi. Lo spettacolo è ovviamente ispirato all’omonimo film diretto da Vittorio De Sica, tuttavia un comunicato stampa avverte che questa edizione teatrale de L’Oro di Napoli non sarà una pedissequa riproposta del film di De Sica. Bene, fa piacere, tuttavia il quesito sarebbe: che lo hanno fatto a fare uno spettacolo così? Ma di questi tempi è una domanda rischiosa. di Marcantonio Lucidi 21 maggio 2010
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