spacer
la notizia al centro,
il cuore a sinistra.

Dir. responsabile: Donatella Coccoli Dir. editoriale: Ilaria Bonaccorsi
è un sito MyCyrano!


Parla con Left


Americhe
Asia
Europa
Africa e Medio Oriente


Trasformazione
Libri
Cinema
Musica
Teatro
Arte

Mercati


Chi siamo
Contattaci
Redazione
Pubblicità
Credits

Abbonamento cartaceo


 
Un omaggio all’irrazionale Stampa E-mail
Nelle sale, Gli amori folli, allegro e sperimentale film di Alain Resnais

Cinquantacinque anni fa Alain Resnais iniziava Notte e nebbia, un documentario sui lager, con l’immagine della gramigna che cresceva ai piedi di una torre di guardia. Lo stesso inizio lo ritroviamo ora in Gli amori folli, dove il terreno improprio è un semplice muretto. Dal “Male assoluto” del ventesimo secolo siamo passati alle divertenti pulsioni di due esseri, i quali, per dirla con l’autore stesso, «non sanno resistere alla tentazione di compiere gesti irrazionali e dimostrano una straordinaria vitalità nel gettarsi a capofitto nella più totale confusione». All’origine del film c’è il romanzo L’incident di Christian Gailly, in cui un portafoglio casualmente ritrovato offre lo spunto alla romantica avventura di una coppia più che stagionata, lui pensionato, lei dottoressa e pilota di aerei. Evidente l’identificazione di Resnais nel pensionato, modellato in base a certe sue personali, vecchie esperienze, e a sue emozioni, talvolta anche imbarazzanti, che rivive con divertito distacco. Quale rapporto può esserci tra un documentario sui lager e una commedia incentrata sulle pulsioni romantico-erotiche di due persone alla soglia della terza età? Chiaramente nessuno.

D’altra parte, scorrendo la nutrita filmografia di Resnais, troviamo grande varietà di pellicole di vario genere e contenuto: la guerra e lo sterminio in Hiroshima mon amour, la memoria in un universo onirico di L’anno scorso a Mariembad; la memoria di amori interrotti da eventi bellici in Muriel, il tempo di un ritorno. E l’elenco potrebbe continuare fino appunto a Gli amori folli: film diversi l’uno dall’altro su testi o sceneggiature di scrittori di vario stile, carattere, provenienza culturale e ideologia, tutti marcati da un’assoluta originalità, con un itinerario che nel corso degli anni si fa sempre meno drammatico, più leggero, talvolta persino beffardo. Era scontato che i sacerdoti del realismo ortodosso rimproverassero a Resnais la mancanza di un profilo riconoscibile, la tendenza a trattare qualsivoglia genere e tematica. In realtà, però, a Resnais basta essere fedele a se stesso, basta, come lui dice «sapere qual è la porzione di soggettività che si può comunicare a tutti, nella misura in cui noi tutti abbiamo due occhi, dei capelli, un pensiero».

di Callisto Cosulich

7 maggio 2010

 
< Precedente   Prossimo >
 
Federalismo, governo in bilico
Arsenico e vecchi rubinetti
L'Aquila, e la chiamano ricostruzione
La guerra di Gianfranco
Da Tangentopoli a mani sporche
Fiat, ciao Italia e grazie di tutto
Verbali volant
Protezione civile: Tremonti “azionista”
Fiat, Punto su Belgrado
Cie, diritti “sedati”
Balcani, imperialismo energetico
Agazio Loiero: «È l’ora di cambiare rotta»
Troppe attese per il nuovo Pd
Territorio, Sabina cuore di cemento
Antonio Di Pietro: Bertolaso dica ciò che sa
Gioacchino Genchi: se provano a fermarmi...
Puglia, peggio di Tangentopoli
I servitori infedeli nell’era delle stragi
Obama, la sua Africa
G8, quel che resta di Genova
L’altra faccia dell’Iran


Crociate d’Olanda
Cecenia infinita
L’incognita iraniana
Niger, colpo di Stato democratico
Usa, il domani che verrà
Messico e inferno
Dubai, sogni infranti nella sabbia
Tempo d’India
Derivati, la rivincita
Obama alla corte del Dragone
La sete di Baghdad
Chi ha paura del Balucistan
Africa, in fila per la democrazia
Di carbone e di altre sciocchezze
Un po’ di rosso sopra Berlino
Tutti pazzi per l'atomo
Chernobyl bosniaca
Kurdistan, quale futuro
Gabon, il voto sa di broglio
Afghanistan, aspettando il futuro
Duello al Sol Calante
Iraq, il bottino impossibile


Lombardo, uomo del “fare”
Preti & prede
Nome in codice Oriente
La decapitazione del Gotha
È Mafiagate
La Capitale alemanna
Lo sciopero della fame dei malati di Sla
Calvario Cucchi
Nucleare? Signorsì
Appalti, e il controllore finì sotto inchiesta
La guerra delle pale a vento
Sindona fa sempre scuola
Processi, ora Marcello ha paura
Emergenza casa, business della Chiesa
Berlusconi ha fatto un Boffo
Fiumicino, atterraggio nel Terzo mondo
I veleni di Tito Scalo
I prof di religione non danno voti
Lo Stato fallisce, la mafia fa profitti


L’essere umano al centro della politica
La Pietra dello scandalo
Ulipristal, una pillola tutta da scoprire
Un papato di passaggio
Lo scienziato che cerca l’io
L’avventura chiamata Raistereonotte
Ru486, la piccola Commissione degli orrori
Signori, non siamo la tv
In ricerca di pace
Il flusso libero di Zaha Hadid
Il logos e le donne
Joumana Haddad: donne e libertà
La fabbrica delle donne
La laicità non è una bestemmia
In cerca della Terra gemella
Quando il regime confinò il pensiero
Gobetti, libertà e rivoluzione
L’altra faccia del socialismo
Cartesiani ancora tra noi
La scelta di Rebiya
Dopo Nietzsche, Lilith
La democrazia apparente
Il Dna non è razzista
Cristianesimo, la superstizione vantaggiosa


Euro: né alto né basso, né sopra né sotto
L’autostrada della sola
Il quarto sindacato
La rivolta di Atene
Chiesa radioattiva
I furbetti della crisi
Fondi Fas, uno scippo al Mezzogiorno
Tutti gli abusi delle statistiche
Padrone di casa esentasse
La sostenibile pesantezza del debito
Dove Sacconi separa Brunetta unisce
Una morsa globale stritola la Nortel
Un milione di posti di lavoro. In meno
Innse, i guai non finiscono
Enasarco, la resistenza degli inquilini
L’Italia in paradiso. Fiscale
Fiat, con i quattrini degli altri
Luciano Gallino: il crack coi nostri soldi
I bugiardi dell’ottimismo

Ed. Altritalia soc. coop.
P.I. 06811331005
Libertà Eguaglianza Fraternità Trasformazione
LEFT Avvenimenti © 2009
 
spacer