spacer
la notizia al centro,
il cuore a sinistra.

Dir. responsabile: Donatella Coccoli Dir. editoriale: Ilaria Bonaccorsi
è un sito MyCyrano!


Parla con Left


Americhe
Asia
Europa
Africa e Medio Oriente


Trasformazione
Libri
Cinema
Musica
Teatro
Arte

Mercati


Chi siamo
Contattaci
Redazione
Pubblicità
Credits

Abbonamento cartaceo


 
Il valore dei nostri giorni Stampa E-mail
Nel suo nuovo romanzo Sebastiano Nata racconta la doppia vita di Marco, manager rampante e filantropo

Il valore dei giorni (Feltrinelli)di Sebastiano Nata, che esordì nel 1995 con Il dipendente, è un romanzo intenso, originale, intelligente (pieno di intelligenza empatica), scritto in una lingua educata, discretissima, che a volte può apparire un po’ inerte ma che invece intende solo sfiorare cose e persone (come quella luna che qui si descrive «garza bianca e leggera nel cielo» e come i colori tenui del paesaggio). è la storia di Marco, manager sempre in viaggio per il mondo, che va a trovare il fratello Domenico, eterno sfigato, nel marchigiano Porto San Giorgio, dove dopo il fallimento di un negozio tenta di aprirne un altro anche con l’aiuto di una nuova compagna, Teresa. Qui, lontano dal jet set e dal mondo degli affari, Marco ha una specie di conversione. Acquista un nuovo sguardo sulle cose, anche attraverso la lettura casuale di un passo di Ignazio di Loyola. Non farà una scelta radicale, di tipo ascetico, ma tornerà a fare il manager con una diversa mentalità: ad esempio decide di battersi perché prima dei tagli al personale si facciano quelli al marketing… Gli si rivela infine il «valore dei giorni», il significato umile ma infrangibile della vita quotidiana.
Su questo “romanzo di rivelazione” vorrei fare due considerazioni. Anzitutto è puntuale ed efficacissima la descrizione dell’ambiente di lavoro di Marco: una multinazionale, con le sue dinamiche e i suoi giochi di ruolo. Lì la durezza e ferocia dei rapporti sociali si manifesta nella sua nudità. Alcuni dialoghi del libro sono già la sceneggiatura di un film perfetto sul mondo della finanza e delle grandi corporation (molto più di Caos calmo) Poi accennavo all’empatia.

La conoscenza che ci dà la letteratura è sempre di tipo emotivo e identificativo. Ci mostra le conseguenza dell’avere una certa idea della vita e un certo sentimento della realtà. L’autore non si identifica con nessuno dei due fratelli. All’inizio mi è capitato di provare più simpatia per il manager, sempre con il blackberry acceso ma tormentato dai dubbi, che per Domenico, con la sua finta umiltà e la sua sincerità un po’ retorica. Poi, nel momento della “redenzione” di Marco ho un po’ diffidato di quella conciliazione utopica di affari ed etica, di egoismo  e carità, sulla scia della fondazione filantropica di Bill Gates e di esperimenti alla Olivetti. Infine: dopo la morte di Domenico, Marco è attratto dalla sua compagna, Teresa, che ha un odore di liquirizia. Gli accade di pensare al suo corpo abbronzato, e poi alla cicatrice dura del seno che le è stato asportato per un tumore. E anzi immagina di carezzarla per dimostrarle che «era anch’essa una parte desiderabile del suo corpo» (contro le immagini di cosmesi e corpi lucenti della pubblicità). Ecco, il «valore dei giorni» cui perviene il protagonista, consiste nell’accettare tutta la realtà, anche quella apparentemente più atroce, nel desiderarla senza riserve. E questo può succedere soltanto se si assume un punto di vista diverso. Qualcuno potrebbe chiamarlo “religioso” o “mistico”. Io preferisco definirlo così: laicamente aperto a una nozione del sacro.

di Filippo La Porta

30 aprile 2010

 
< Precedente   Prossimo >
 
Federalismo, governo in bilico
Arsenico e vecchi rubinetti
L'Aquila, e la chiamano ricostruzione
La guerra di Gianfranco
Da Tangentopoli a mani sporche
Fiat, ciao Italia e grazie di tutto
Verbali volant
Protezione civile: Tremonti “azionista”
Fiat, Punto su Belgrado
Cie, diritti “sedati”
Balcani, imperialismo energetico
Agazio Loiero: «È l’ora di cambiare rotta»
Troppe attese per il nuovo Pd
Territorio, Sabina cuore di cemento
Antonio Di Pietro: Bertolaso dica ciò che sa
Gioacchino Genchi: se provano a fermarmi...
Puglia, peggio di Tangentopoli
I servitori infedeli nell’era delle stragi
Obama, la sua Africa
G8, quel che resta di Genova
L’altra faccia dell’Iran


Crociate d’Olanda
Cecenia infinita
L’incognita iraniana
Niger, colpo di Stato democratico
Usa, il domani che verrà
Messico e inferno
Dubai, sogni infranti nella sabbia
Tempo d’India
Derivati, la rivincita
Obama alla corte del Dragone
La sete di Baghdad
Chi ha paura del Balucistan
Africa, in fila per la democrazia
Di carbone e di altre sciocchezze
Un po’ di rosso sopra Berlino
Tutti pazzi per l'atomo
Chernobyl bosniaca
Kurdistan, quale futuro
Gabon, il voto sa di broglio
Afghanistan, aspettando il futuro
Duello al Sol Calante
Iraq, il bottino impossibile


Lombardo, uomo del “fare”
Preti & prede
Nome in codice Oriente
La decapitazione del Gotha
È Mafiagate
La Capitale alemanna
Lo sciopero della fame dei malati di Sla
Calvario Cucchi
Nucleare? Signorsì
Appalti, e il controllore finì sotto inchiesta
La guerra delle pale a vento
Sindona fa sempre scuola
Processi, ora Marcello ha paura
Emergenza casa, business della Chiesa
Berlusconi ha fatto un Boffo
Fiumicino, atterraggio nel Terzo mondo
I veleni di Tito Scalo
I prof di religione non danno voti
Lo Stato fallisce, la mafia fa profitti


L’essere umano al centro della politica
La Pietra dello scandalo
Ulipristal, una pillola tutta da scoprire
Un papato di passaggio
Lo scienziato che cerca l’io
L’avventura chiamata Raistereonotte
Ru486, la piccola Commissione degli orrori
Signori, non siamo la tv
In ricerca di pace
Il flusso libero di Zaha Hadid
Il logos e le donne
Joumana Haddad: donne e libertà
La fabbrica delle donne
La laicità non è una bestemmia
In cerca della Terra gemella
Quando il regime confinò il pensiero
Gobetti, libertà e rivoluzione
L’altra faccia del socialismo
Cartesiani ancora tra noi
La scelta di Rebiya
Dopo Nietzsche, Lilith
La democrazia apparente
Il Dna non è razzista
Cristianesimo, la superstizione vantaggiosa


Euro: né alto né basso, né sopra né sotto
L’autostrada della sola
Il quarto sindacato
La rivolta di Atene
Chiesa radioattiva
I furbetti della crisi
Fondi Fas, uno scippo al Mezzogiorno
Tutti gli abusi delle statistiche
Padrone di casa esentasse
La sostenibile pesantezza del debito
Dove Sacconi separa Brunetta unisce
Una morsa globale stritola la Nortel
Un milione di posti di lavoro. In meno
Innse, i guai non finiscono
Enasarco, la resistenza degli inquilini
L’Italia in paradiso. Fiscale
Fiat, con i quattrini degli altri
Luciano Gallino: il crack coi nostri soldi
I bugiardi dell’ottimismo

Ed. Altritalia soc. coop.
P.I. 06811331005
Libertà Eguaglianza Fraternità Trasformazione
LEFT Avvenimenti © 2009
 
spacer