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La settimana del 12 marzo |
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Mauritania La strategia di al Qaeda «Mentre tutti si aspettavano l’esecuzione di Sergio Cicala e di sua moglie, al Qaeda nel Maghreb islamico ha deciso di rivedere i suoi piani di attacco per meglio convincere il governo mauritano a liberare i combattenti islamici prigionieri nel Paese». È questa l’analisi del quotidiano Wal Fadjri, che legge in questo modo la “mancata esecuzione” della coppia. «Giocandosi il tutto per tutto in questo secondo ultimatum per ottenere la liberazione dei suoi amici, al Qaeda ha aggiunto al tavolo dei negoziatori il regno di Zapatero, promettendo la libertà per tre umanitari spagnoli. Ma la proposta è stata rigettata dal governo mauritano». Il primo ministro Ould Laghdaf ha dichiarato, infatti, di «non voler negoziare con i terroristi». «Faremo di tutto per la liberazione degli ostaggi, ma siamo contro gli scambi e contro il pagamento di riscatti. Si si accetta una volta, si è costretti ad accettare per sempre».
Israele Colonie estive Israele continua ad autorizzare nuovi insediamenti nelle colonie. Lo scrive il quotidiano francese Le Monde. «Il governo ha dato il via libera a 112 alloggi nella colonia di Beitar Ilit, in Cisgiordania, a dispetto della moratoria sulla costruzione di insediamenti ebraici. Lo ha annunciato il ministero delle Infrastrutture, a poche ore dalla visita in Israele del vicepresidente Usa Biden». Ma secondo il governo di Netanyahu non c’è nulla di strano: «Il blocco delle costruzione prevede eccezioni in caso di problemi di sicurezza. È il caso di Beitar Ilit. Hillary Clinton e Biden sanno che l’essenziale è che il premier sia disponibile a iniziare colloqui diretti». Nel frattempo, nuove colonie crescono. |