Il profeta racconta la storia di un giovane immigrato nordafricano
«Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi», scriveva Bertold Brecht. Un messaggio pacifista, fatto su misura per il Novecento, secolo che aveva patito due guerre mondiali, sacrificando oltre cinquanta milioni di giovani, mandati a morire sui campi di battaglia in nome della patria. A questo tipo di eroe si contrapponeva quello dei film di gangster hollywoodiani, negativo e tuttavia mitizzato per il modo spericolato di vivere, per lo sprezzo della propria e dell’altrui vita, che lo conduceva alla inevitabile tragica fine. Ci domandiamo cosa avrebbe detto Brecht, vedendo un film come Il profeta di Jacques Audiard, in cui l’eroe si chiama Malik El Djebena, giovane analfabeta nordafricano, condannato a sei anni di detenzione in un carcere di Nizza, dove diviene il servo di un altro detenuto, César Luciani, vecchio boss della mafia corsa, che lo usa per svolgere gli affari più sporchi. A forza di piegare la testa Malik impara così bene il mestiere, fino al punto di eliminare il suo capo, prenderne il posto e, scontata la pena, tornare il libertà perfettamente consapevole di cosa fare per vivere nel miglior modo il resto dei propri giorni.
A chi gli chiede se, nel costruire la figura di Malik, si sia ispirato a certi gangster sudamericani, come Dillinger e Scarface, Audiard risponde che ha fatto di Malik un “anti Scarface”, perché non potrebbe mai fare un film in cui il protagonista è “un puro stronzo”, un bastardo dal principio alla fine. Audiard radicalizza il polar, come viene definito l’equivalente francese del crime movie, termine che fonde poliziesco e noir, praticamente cancellando il ruolo delle forze dell’ordine. Lo radicalizza al punto di renderlo quanto mai realistico, con personaggi che si adattano meglio al Duemila, alla realtà attuale, quella della mondializzazione e delle guerre asimmetriche. Il carcere di Nizza con i suoi detenuti multietnici è la metafora della società che vive fuori dalle sbarre, un mondo dove gli eroi non hanno nulla di eroico, né nel bene, né nel male. di Callisto Cosulich 12 marzo 2010
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