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La settimana del 5 marzo Stampa E-mail
Usa
Medaglia al Canada

Olimpiadi amare per gli americani: ai Giochi invernali di Vancouver la nazionale di hockey Usa ha perso contro i padroni di casa. «La cerimonia di chiusura è stata variopinta e ha attraversato tutti gli stili, dal concerto rock, al club dance», racconta il New York Times. «Danzatori di breakdance e fuochi d’artificio hanno chiuso la festa». I canadesi erano ben lieti di festeggiare, dopo aver vinto la medaglia d’oro di hockey: «In alcune chiese la messa domenicale è stata celebrata in metà del tempo, pur di lasciare ai fedeli la possibilità di vedere il match, «continua il quotidiano, «Dopo aver sconfitto gli americani 3 a 2, i canadesi hanno proclamato che la medaglia è tornata a casa. Il Paese che ha ospitato le Olimpiadi non ha vinto quanto avrebbe voluto ma ha conquistato più medaglie d’oro di qualsiasi Paese nella storia dei Giochi invernali».

Canada
Amianto da esportazione

«Perché l’amianto del Québec, dopo aver ucciso migliaia di minatori qui, mette ancora in pericolo la vita di migliaia di lavoratori all’estero?». La domanda la pone un editoriale del quotidiano canadese Le Devoir. «Nemmeno i cinesi vogliono più le miniere di amianto, eppure il premier Stephen Harper se ne fa ancora promotore», contesta il giornale. Il riferimento è alla decisione del governo di continuare sfruttare il sottosuolo anche dopo la chiusura dei siti di Asbestos e Thetford mines, nella nuova riserva da poco scoperta, e continuare quindi le esportazioni. «Tocca ai Paesi che importano l’amianto di regolamentare il suo uso, non a noi», spiega serafica Anne-Sophie Desmeules, responsabile del dicastero del Commercio estero, a chi contesta la pericolosità del prodotto.

Santo Domingo
Incidenti sul lavoro

Sono state oltre 14mila le denunce di incidenti di lavoro nella Repubblica Dominicana nel 2008. La notizia va però letta nella sua positività, come spiega il quotidiano Listin Diario. «Questo dato significa un passo avanti nella consapevolezza che tali incidenti vanno dichiarati alle autorità», scrive il giornale. «La Administradoras de riesgos laborales (Arl) si augura che il prossimo anno possano arrivare ad almeno 20mila i casi conosciuti. Questo renderà più facile analizzare i rischi e trovare delle soluzioni». La percentuale infatti resta bassa: si stimano in almeno 60mila gli incidenti in un anno, e la maggior parte riguardano giovani assunti da poco, quindi più inesperti o con meno garanzie sul posto di lavoro.
 
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