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La settimana del 26 febbraio |
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Paesi Bassi Che bello, il governo cade Al 62 per cento degli olandesi non dispiace affatto che il governo sia caduto. Lo scrive il Volkskrant, citando un sondaggio dell’istituto di ricerca Maurice de Hond. «Solo il 16 per cento degli intervistati vorrebbe ancora Balkenende come primo ministro, e il 21 per cento il leader dell’altra formazione della coalizione, Bos», spiega il giornale. «Se si tornasse oggi al voto, ben 76 seggi del Parlamento sarebbero diversamente assegnati». Duri i commenti sulla fine dell’alleanza: «“Lavorare insieme, vivere insieme”, era il motto con cui tre anni fa - il 22 febbraio 2007 - iniziava il regno di Balkenende. Ora il governo è caduto. La missione militare in Afghanistan è stata la pietra in cui è inciampato. Ma poteva essere anche qualcos’altro. La relazione della commissione Davids sulla guerra in Iraq, per esempio. O il disaccordo sul Joint strike fighter. O le misure di austerità di questa estate. Il fatto è - conclude il giornale - che un governo in cui manca la stessa volontà di sopravvivere, ha ben poche possibilità di andare avanti».
Francia Sciopero total(e) La Confédération général du travail (Cgt) chiama allo sciopero illimitato nelle raffinerie francesi dopo la rottura delle trattative il 21 febbraio. «Vista la mancanza di risposte della Tital sul futuro della raffineria di Dunkerque e sull’avvenire delle raffinerie francesi», scrive Le Monde, «il sindacato chiede lo sciopero generale e invita gli operai delle raffinerie di altri gruppi petroliferi a unirsi al movimento di lotta». Due dei sei gruppi presenti hanno risposto positivamente, spiega il quotidiano, «e questo mette in allarme le industrie. La capacità di resistere a uno sciopero del petrolio è di appena 20 giorni». Lo sciopero è stato indetto per protestare contro la chiusura dello stabilimento di Dunkerque, e potrebbe avere ripercussioni su tutti i settori nazionali, a partire da quello dei trasporti. |