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La settimana del 26 febbraio |
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Usa Offerte da prendere al volo Biglietti aerei a prezzi scontati ma tasse spropositate sui bagagli, e i passeggeri si ribellano. Il Washington Post parla delle strategie adottate dai consumatori Usa per far fronte a «una vessazione ingiusta». «Potrei avere il rimborso dalla mia società ma è questione di principio», dice uno degli intervistati. Ci si inventa di tutto per portare con sé i propri effetti: il bagaglio a mano non è tassato, quello nella stiva sì. «Le compagnie permettono di portare un bagaglio più un oggetto personale, come un beauty case o un pc», scrive il quotidiano. «È la dimensione, però, che fa la differenza, e i clienti prediligono compagnie che permettono di portare con sé ampie valigie, e non zainetti».
Incubo iracheno «Quando l’Iraq era al centro della nostra politica estera, si diceva regolarmente che “i prossimi mesi” sarebbero stati cruciali per la guerra. Oggi questa affermazione potrebbe finalmente essere vera ma nessuno ne parla più». Comincia così l’editoriale che il Washington Post dedica alle elezioni irachene. «I prossimi sei mesi potrebbero dirci se il Paese diventerà una democrazia amica degli Usa, una colonia dell’Iran o un calderone di conflitti settari». Eppure, «quell’Iraq, dove gli Stati Uniti hanno investito oltre 700 miliardi di dollari e le vite di più di 4.300 soldati, oggi non è più una priorità né per la Casa Bianca né per i politici». La posta in gioco, spiega il quotidiano, è alta: «Se funzioneranno, sarà un successo la cui importanza a lungo termine oscurerà qualsiasi altra vittoria in politica estera. Ma se fallissero, allora Washington si sveglierà in un Iraq che ancora una volta si trasformerà in un incubo infinito».
Brasile Meglio soli Il presidente Lula è favorevole alla creazione di un organismo regionale per l’America Latina e i Caraibi senza Usa e Canada. Lo riferisce il cubano Granma. «In una conferenza stampa il portavoce della presidenza brasiliana, Marcelo Baumbach, ha spiegato che la creazione di questo organismo è uno degli obiettivi centrali della Cumbre e la unitad (Calc) che si svolgerà in Messico». La proposta di escludere Washington e Ottawa è caldeggiata dall’Ecuador, il cui cancelliere Ricardo Patiño ha spiegato alla stampa che «una dichiarazione in tal senso sarà firmata nella riunione della Calc». Nessuna reazione, per ora, da parte dei due Paesi interessati. |