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La settimana del 18 febbraio |
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Grecia La colpa è (anche) dell’Europa Chiedono aiuto ma non sono pronti a prendersi tutte le colpe. La Grecia ha ricevuto la promessa di un sostegno politico per superare la crisi da parte di Bruxelles ma il presidente Papandreou accusa l’Unione europea di essere «timida, senza coordinazione», scrive Kathimerini. «I 27 stanno usando la Grecia come capro espiatorio per nascondere i loro stessi fallimenti». Di ritorno dal summit della Ue, il leader greco ha parlato di responsabilità condivise e di delusione: «L’incontro è stato pieno di parole di incoraggiamento ma senza specifici impegni finanziari da parte degli altri membri. La Grecia non è una superpotenza economica che può combattere questa battaglia da sola, l’Unione ha dato appoggio politico ma nella lotta contro le impressioni e la psicologia del mercato, ha scelto decisamente un basso profilo». Secondo Papandreu, i problemi del Paese sono stati amplificati dalle «voci multiple» all’interno della Ue e dalle tante «speculazioni sulla Grecia che hanno creato l’impressione di un collasso imminente».
Spagna Generosi con gli Usa Anche la Spagna accoglierà cinque detenuti di Guantanamo, «sempre che si realizzino le condizioni legali e di sicurezza», ha dichiarato il ministro degli Esteri Moratinos a El Pais. «Con la decisione di prendere in consegna i prigionieri» continua il quotidiano, «Madrid diventa uno dei Paesi più generosi con Obama. A gennaio sembrava che i carcerati fossero due - uno palestinese e uno yemenita - ma adesso il numero è salito e il ministro è fiero di poter aiutare il presidente Usa nel suo progetto di chiudere il centro di detenzione cubano» |