spacer
la notizia al centro,
il cuore a sinistra.

Dir. responsabile: Donatella Coccoli Dir. editoriale: Ilaria Bonaccorsi
è un sito MyCyrano!


Parla con Left


Americhe
Asia
Europa
Africa e Medio Oriente


Trasformazione
Libri
Cinema
Musica
Teatro
Arte

Mercati


Chi siamo
Contattaci
Redazione
Pubblicità
Credits

Abbonamento cartaceo


 
Una donna e l’immagine Stampa E-mail

di Massimo Fagioli

Ogni sera, per quattro giorni alla settimana, esco dallo studio per tornare a casa. È sempre notte e piazza S. Cosimato è scarsamente illuminata da alti lampioni, e la loro lampada chiama lo sguardo verso il cielo che appare scuro. Un’automobile giunge calma, sosta pochi secondi ed io mi siedo sulla comoda poltroncina e lascio alle spalle via Roma Libera, dove lo studio del medico-psichiatra accoglie le sedute di psicoterapia di gruppo. Leggo le prime pagine della premessa dell’ultimo libro, Left 2006 e mi vedo aprire, dopo aver lasciato Trastevere, il grande portone antico che faceva entrare nel cortile cavalli e cavalieri. Vedo che entro nell’ascensore, le cui porte si chiudono da sole e, nella solitudine, l’abbraccio di una donna innamorata mi conduce al massimo dell’altezza possibile. Poi leggo che mi volgo a sinistra, poi ancora a sinistra, poi a sinistra ancora ed apro la porta di ferro ed appare il piccolo ingresso ed il piccolo studiolo a destra. L’aria è fatta soltanto di chiaroscuri perché la luce è soltanto quella delle lampadine. Ma non è fredda perché quella vaga, non percepibile nebbiolina che circonda le figure del corpo, che si muove nelle strade e nelle scale, non è ricordo della coscienza. Ed il pensiero, che allontana la coscienza, fa muovere la punta della penna che scrive: memoria-fantasia. È il pensiero cosciente che si trasforma nelle immagini del sonno che hanno la luce di Caravaggio o Vermeer. Ed è, forse, lo sfumato di Leonardo che mi pone sempre la domanda “cosa mi sta dicendo?”. Sono le immagini mute che sorgevano dalla landa desolata del manicomio di Venezia, dal rumore della ricerca dell’ospedale psichiatrico di Padova. Ora, psichiatra esperto, lo chiamo linguaggio dei sogni e trasformo l’alfabeto incomprensibile delle immagini oniriche, nella sintassi della lingua italiana. Così i fantasmi della notte diventano suoni di un corpo umano e le immagini diventano parole.
Poi a casa, a mezzanotte, tutto cambia; mentre sto ancora seduto, rilassato in poltrona, Morfeo giunge in silenzio e la coscienza entra in un mondo nebbioso in cui le cose guardate hanno perso i confini. Poi più nulla, e tutti hanno sempre detto che il pensiero non c’è più, e nessuno ha mai detto che sono coscienza e ragione a svanire nell’aria e la parola, che è pensiero, si trasforma in immagini mute dalle forme… orrende o belle che fanno dire le parole: bene e male della realtà umana.
Poi, al mattino, la luce del sole entra negli occhi che sono diventati, di nuovo, sensibili ai raggi invisibili come la pelle che produce melanina. Non ci sono più sogni, perché soltanto quando la rétina è a riposo crea immagini che sono memoria-fantasia del pensiero e delle percezioni della veglia. Tornano i ricordi coscienti delle cose percepite ed il pensiero “ragiona” cercando una logica nel movimento delle cose nello spazio. Non sempre si trova, non sempre il movimento degli esseri umani è comprensibile; non sempre è “logico”. Talvolta i pensieri detti e il comportamento fanno comparire le parole: sconnesso, incoerente. Come se i legami invisibili del pensiero verbale fossero rotti e la sintassi frantumata.

Compare il ricordo del mio corpo che passeggia nel cortile davanti allo studio che accoglie le sedute di psicoterapia di gruppo. Vedo il pavimento fatto di sampietrini attaccati uno all’altro. Grandi archi di cubetti bianchi invitano ad entrare come se fossero schiuma di mare da cui è nata Venere. La linea convessa verso le grandi porte dello studio parla dei capelli bianchi di Peleo che generò il fiume, che fece Achille invulnerabile alle lance di bronzo e di ferro. Forse i passi che calpestano i sampietrini, cercano quel narcisismo che li proteggerebbe dalle menzogne violente delle negazioni del pensiero senza coscienza che ledono l’immagine interiore che è il pensiero della nascita degli esseri umani. Ledono quella realtà invisibile che fa uguali tutti gli esseri nella parola umani. Passeggio e, guardando discretamente in basso, è come se i cubetti di basalto fossero quei massi perfettamente squadrati che hanno fatto, senza calce e cemento, le mura ciclopiche. So che sono pensieri strutturati che mostrano, ora l’una, ora l’altra, le sei facce dei sei o sessanta anni del pensiero. Seicento anni fa, salvo Giotto e Leonardo, tutti perdevano la nascita del pensiero che faceva la propria realtà umana. Poi il battesimo cristiano li illudeva di esseri diventati esseri umani, ma era soltanto esistenza del corpo e della coscienza. Il pensiero era soltanto ragione che uccideva ciò che non era se stessa.
Ormai, dopo più di sessant’anni, posso sognare che i pensieri, dalle vaghe immagini senza coscienza, siano diventati verbali costruendo cubetti dalle sei facce che, forse, sono state lettere che hanno composto parole e frasi che, con vesti diverse, dicono la stessa cosa scritta quaranta anni fa. Dieci anni ed altri dieci anni per formare un pavimento senza dissociazione, su cui possono poggiare, con sicurezza, piedi incerti che cercano la propria nascita.

Era il primo gennaio dell’anno nuovo e sono andato alla manifestazione per gli immigrati. Ho incontrato Pannella, Cappato, Staderini ed altri che fanno il Partito radicale. Soffiava un vento freddo che ci spinse a rifugiarci in un albergo a piazza Esedra. Parlammo del dibattito del 16 gennaio all’Eliseo. Ascoltai il noto leader radicale e vidi che era sempre sedotto dalla teoria della nascita umana. Non so vedere quale immagine possa sorgere nella mente e nei sogni dei miei simili quando ascoltano la frase che appare semplice: “la nascita del pensiero dalla realtà biologica”. Forse è un bellissimo mostro che attrae e spaventa. E poi disse “cos’è questa tua certezza che dopo 24 settimane di gravidanza, nel feto compare la possibilità di vita?”. Come uno scienziato che ha il dovere di falsificare le teorie aggiunse “e se tra duecento anni la scienza dimostrasse che non sono 24, ma di meno o di più?”. “Non importa, dissi, 20 o 30 settimane. Importante e nuova è la scoperta che, dalla realtà biologica, emerge una cosa che prima non c’era”. E non dissi la parola trasformazione perché la lego di più alla capacità di immaginare che si ha alla nascita. Era stato a dormire nelle carceri di Padova e corse a seguire la protesta degli immigrati. Io, più debole, andai a curarmi la bronchitella che avevo preso per il vento freddo. Al caldo pensai alla sua prassi politica ed alla mia ricerca sulla realtà della natura umana la cui vita inizia con il pensiero senza coscienza. Poi, nel quasi-sonno, è come se avessi udito una voce che diceva: “è una fuoriclasse”. Era Bersani?

Il giorno dopo, nella sera, sento alla radio il nome di Emma Bonino. Si propone come candidata alla presidenza della Regione. Sorpreso, non se ne era parlato e, deduco, fu un’idea che sorse il giorno dopo; magnifico pensai; una bella sfida ai noiosi benpensanti. Eterna anticonformista, ha una vita di lotta per, non soltanto la libertà ma anche la realizzazione dell’identità umana. Potrebbe concordare con la ricerca che ha portato all’Analisi collettiva. Il giorno dopo leggo i giornali e tutti parlano benissimo di questa donna che ha una vita pulita ed una prassi politica continua, insieme a Pannella. Più che sorpreso mi domando cosa è cambiato, nella stampa, dal momento che anche giornali sempre ostili, ora mostrano una palese adesione ed approvazione della candidata nuova. Ostili soltanto i clericali che vogliono imporre una dittatura religiosa. Domani, forse, verrà all’Eliseo. Dovrò riconoscere ad entrambi una intelligenza politica che non è soltanto prassi. E qualche giornale lo dice. C’è una novità nel confronto politico tra le due donne: una di destra e una di sinistra. E mi piace che leghino la parola sinistra ad Emma Bonino. Spero che partorisca le parole socialismo liberale.

Donna ed immagine di donna. Ora compaiono, quando qualcuna scompare, con corpo e vestito diverso. È importante, mi dicevano, la capacità di amare. Non basta se dentro ci sono piccole bolle di vuoto che non è stato colmato dalla fantasia delle separazioni creative. Come il rocchetto che scompare al di là della sponda del lettino, ma ricompare quando si tira il filo. Come quando, dal lettino, l’uomo dei lupi vide un albero con sei lupi bianchi perché si era spalancata la finestra. E soltanto l’anaffettività di Freud poté dire che era la favola dei sette capretti. Era il linguaggio delle immagini oniriche che parlava della nascita umana: aprire un occhio. Ma Freud conosceva soltanto il ricordo cosciente e pensò al racconto della Nanja. Ma, forse, insieme al cristianesimo ed al comunismo condizionò la mente umana che restò alla coscienza e ragione. Donna ed immagine di donna. Era necessario che la donna fosse immagine delle mente e della vita senza parola. Era necessario un rapporto senza coscienza tra esseri umani uguali e diversi, per scoprire quella pulsione che è trasformazione della realtà biologica che diventa diversa da prima, quando non aveva il pensiero. La diversità diventa così motivo di dialettica d’amore perché l’uguaglianza della nascita si realizza in un corpo ed una mente diversa.

 
< Precedente   Prossimo >
 
Federalismo, governo in bilico
Arsenico e vecchi rubinetti
L'Aquila, e la chiamano ricostruzione
La guerra di Gianfranco
Da Tangentopoli a mani sporche
Fiat, ciao Italia e grazie di tutto
Verbali volant
Protezione civile: Tremonti “azionista”
Fiat, Punto su Belgrado
Cie, diritti “sedati”
Balcani, imperialismo energetico
Agazio Loiero: «È l’ora di cambiare rotta»
Troppe attese per il nuovo Pd
Territorio, Sabina cuore di cemento
Antonio Di Pietro: Bertolaso dica ciò che sa
Gioacchino Genchi: se provano a fermarmi...
Puglia, peggio di Tangentopoli
I servitori infedeli nell’era delle stragi
Obama, la sua Africa
G8, quel che resta di Genova
L’altra faccia dell’Iran


Crociate d’Olanda
Cecenia infinita
L’incognita iraniana
Niger, colpo di Stato democratico
Usa, il domani che verrà
Messico e inferno
Dubai, sogni infranti nella sabbia
Tempo d’India
Derivati, la rivincita
Obama alla corte del Dragone
La sete di Baghdad
Chi ha paura del Balucistan
Africa, in fila per la democrazia
Di carbone e di altre sciocchezze
Un po’ di rosso sopra Berlino
Tutti pazzi per l'atomo
Chernobyl bosniaca
Kurdistan, quale futuro
Gabon, il voto sa di broglio
Afghanistan, aspettando il futuro
Duello al Sol Calante
Iraq, il bottino impossibile


Lombardo, uomo del “fare”
Preti & prede
Nome in codice Oriente
La decapitazione del Gotha
È Mafiagate
La Capitale alemanna
Lo sciopero della fame dei malati di Sla
Calvario Cucchi
Nucleare? Signorsì
Appalti, e il controllore finì sotto inchiesta
La guerra delle pale a vento
Sindona fa sempre scuola
Processi, ora Marcello ha paura
Emergenza casa, business della Chiesa
Berlusconi ha fatto un Boffo
Fiumicino, atterraggio nel Terzo mondo
I veleni di Tito Scalo
I prof di religione non danno voti
Lo Stato fallisce, la mafia fa profitti


L’essere umano al centro della politica
La Pietra dello scandalo
Ulipristal, una pillola tutta da scoprire
Un papato di passaggio
Lo scienziato che cerca l’io
L’avventura chiamata Raistereonotte
Ru486, la piccola Commissione degli orrori
Signori, non siamo la tv
In ricerca di pace
Il flusso libero di Zaha Hadid
Il logos e le donne
Joumana Haddad: donne e libertà
La fabbrica delle donne
La laicità non è una bestemmia
In cerca della Terra gemella
Quando il regime confinò il pensiero
Gobetti, libertà e rivoluzione
L’altra faccia del socialismo
Cartesiani ancora tra noi
La scelta di Rebiya
Dopo Nietzsche, Lilith
La democrazia apparente
Il Dna non è razzista
Cristianesimo, la superstizione vantaggiosa


Euro: né alto né basso, né sopra né sotto
L’autostrada della sola
Il quarto sindacato
La rivolta di Atene
Chiesa radioattiva
I furbetti della crisi
Fondi Fas, uno scippo al Mezzogiorno
Tutti gli abusi delle statistiche
Padrone di casa esentasse
La sostenibile pesantezza del debito
Dove Sacconi separa Brunetta unisce
Una morsa globale stritola la Nortel
Un milione di posti di lavoro. In meno
Innse, i guai non finiscono
Enasarco, la resistenza degli inquilini
L’Italia in paradiso. Fiscale
Fiat, con i quattrini degli altri
Luciano Gallino: il crack coi nostri soldi
I bugiardi dell’ottimismo

Ed. Altritalia soc. coop.
P.I. 06811331005
Libertà Eguaglianza Fraternità Trasformazione
LEFT Avvenimenti © 2009
 
spacer