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La settimana del 15 gennaio |
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Somalia Etiopia contro gli insorti L’Etiopia chiede una «risposta internazionale» contro la minaccia degli insorti shabab in Somalia, dopo le centinaia di morti degli ultimi attentati. Lo scrive il quotidiano algerino La Tribune, riferendo le parole del ministro degli Esteri di Addis Abeba. «Per anni», ha dichiarato il rappresentate della diplomazia etiope, «il mondo si è accontentato di guardare da lontano gli avvenimenti in Somalia, e gli sforzi di contrastare il crescere della violenza sono stati minimi. Oggi il Paese è divenuto una pericolosa incubatrice di terroristi, con gli shabab che sostengono la rete di al Qaeda e minacciano gli altri Paesi del Corno d’Africa e del continente. Serve una risposta internazionale che sia all’altezza della sfida», afferma il ministro degli Esteri.
Yemen Dialogo ma senza le armi Se i militanti di al Qaeda depongono le armi, lo Yemen è pronto al dialogo. Lo ha affermato il presidente yemenita Ali Abdullah Saleh in un’intervista televisiva di cui il Jordan Times riporta ampi stralci. «Parleremo con chiunque rinunci alla violenza e al terrorismo», ha detto Saleh. «Perché sono una minaccia non solo per lo Yemen, ma per la pace e la sicurezza nazionale di altri Paesi. I terroristi sono ignoranti, trafficanti di droga e illetterati. Non hanno alcun rapporto con l’islam». Attualmente il governo dello Yemen si trova ad affrontare nemici su più fronti, dalla ribellione sciita nel Nord «al tentativo di ribellione autonomista nel Sud», aggiunge il quotidiano. «Ma il governo insiste che può vincere la guerra contro i ribelli senza che gli Stati Uniti di Barack Obama intervengano militarmente nel Paese». |