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La settimana del 15 gennaio |
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Francia I minareti della discordia Mentre si godeva il week end fuori porta, il sindaco di Strasburgo non pensava certo che il suo appartamento sarebbe stato ricoperto di scritte razziste. Invece, al suo ritorno, ha trovato la facciata del suo palazzo «sfigurata da croci celtiche», riferisce Libération, «e dagli slogan “stop ai minareti” e “niente codardi!”». Due giorni dopo il referendum svizzero sulla costruzione di nuove strutture per la religione islamica, il politico francese si era pronunciato a favore di un ammodernamento della moschea di Strasburgo che prevedesse anche l’elevazione di un minareto. «Dopo quella dichiarazione», continua il quotidiano, «non era stato minacciato, aveva solo ricevuto qualche critica. L’intimidazione, però, ha un precedente: Mustapha El Hamdani, membro del gruppo dei Verdi nel Consiglio municipale, ha ricevuto una lettera anonima di minacce».
Spagna Hasta siempre Zapatero Nel 2012 il candidato alla guida del Partito socialista spagnolo sarà ancora Zapatero. «Lo ha assicurato il vice segretario del Psoe», scrive El País, «dopo che il premier, nel suo discorso di fine anno, aveva deciso di non dare risposte sull’argomento per concentrarsi sulla battaglia contro la crisi economica». Il socialista Josè Blanco, però, ha assicurato che «non esiste altro candidato alla guida del partito» e che il Partito popolare dovrebbe smetterla di criticare il governo dato che «l’opposizione non ha alcuna proposta per uscire dalla crisi se non quella espressa in questi giorni da Rajoy quando ha chiesto di diminuire i costi del licenziamento, in pratica licenziamento libero». |