spacer
la notizia al centro,
il cuore a sinistra.

Dir. responsabile: Donatella Coccoli Dir. editoriale: Ilaria Bonaccorsi
è un sito MyCyrano!


Parla con Left


Americhe
Asia
Europa
Africa e Medio Oriente


Trasformazione
Libri
Cinema
Musica
Teatro
Arte

Mercati


Chi siamo
Contattaci
Redazione
Pubblicità
Credits

Abbonamento cartaceo


 
Mosche fra due vetri Stampa E-mail
Al Valle con Pali, Spiro Scimone e Francesco Sframeli per una retrospettiva a loro dedicata

Spiro Scimone e Francesco Sframeli, onorati (con merito) d’una monografia al teatro Valle di Roma, sono talmente bravi da subire una specie di condanna: l’aspettativa nei loro confronti è così alta che non possono permettersi quei comprensibili riposi, quegli intervalli necessari agli artisti, a volte necessitosi di un momento di passaggio, di uno spettacolo d’appoggio per successive nuove idee e visioni. Sicché Pali è allestimento che se confrontato con l’offerta dell’attuale produzione italiana dovrebbe, anzi deve, mandare in visibilio lo spettatore. Rispetto, però, a titoli precedenti del duo messinese, La festa per esempio, addirittura entrata nel repertorio della Comédie-Française, rappresenta probabilmente un’opera meno importante. Da vedere, perciò, quale schizzo del loro stile tragico e grottesco, come ciò che in pittura è lo studio preparatorio per un quadro. Momento interessantissimo, peraltro, per capire veramente gli artisti e il loro lavoro.

In scena quattro personaggi: Senzamani e la Bruciata appollaiati su dei pali (Scimone e Sframeli), il Nero e l’Altro (Salvatore Arena e Gianluca Cesale) musicisti mendicanti che invece gironzolano lì attorno. Il tema è semplice - si parla di stiliti moderni che rifuggono dagli orrori della società odierna - e lo svolgimento complesso. Testo barocco, sinuoso, eppure un po’ beckettiano, un po’ ioneschiano. Davanti agli anacoreti non c’è il mare, «sembra mare», dice la Bruciata, «Ma non è mare», afferma Senzamani. Nemmeno se ci si mette una barca. Stanno, i personaggi, in una specie di zona neutra che separa la realtà insopportabile e il sogno, come mosche intrappolate fra i due vetri delle doppie finestre. Quello è un luogo senza speranza ma in fondo anche senza pericoli. Resta l’unico posto dove l’alienato pensante riesce a stare. Perciò il testo ricorda Beckett ma non è Beckett. Perché nell’irlandese i personaggi guardano l’immensità, la loro tragedia sta nella solitudine dell’uomo dinanzi all’inespugnabile niente, sospeso nell’incolmabile vuoto. Mentre nei due messinesi sono i personaggi a essere guardati dall’infinito e ridotti nell’angustia del qui, stretti nella brevità dell’ora. In questa condizione non c’è nulla da fare, quindi si può fare di tutto e gli unici limiti all’infinita libertà del prigioniero stanno nel teatro stesso e nella sua necessaria intelligibilità. Su questo punto, i rigorosi Scimone e Sframeli sono dei maestri, sanno che l’arte può permettersi qualunque cosa e l’artista solo quelle indispensabili.

di Marcantonio Lucidi

4 dicembre 2009

 
< Precedente   Prossimo >
 
L'Aquila, e la chiamano ricostruzione
La guerra di Gianfranco
Da Tangentopoli a mani sporche
Fiat, ciao Italia e grazie di tutto
Verbali volant
Protezione civile: Tremonti “azionista”
Fiat, Punto su Belgrado
Cie, diritti “sedati”
Balcani, imperialismo energetico
Agazio Loiero: «È l’ora di cambiare rotta»
Troppe attese per il nuovo Pd
Territorio, Sabina cuore di cemento
Antonio Di Pietro: Bertolaso dica ciò che sa
Gioacchino Genchi: se provano a fermarmi...
Puglia, peggio di Tangentopoli
I servitori infedeli nell’era delle stragi
Obama, la sua Africa
G8, quel che resta di Genova
L’altra faccia dell’Iran


Crociate d’Olanda
Cecenia infinita
L’incognita iraniana
Niger, colpo di Stato democratico
Usa, il domani che verrà
Messico e inferno
Dubai, sogni infranti nella sabbia
Tempo d’India
Derivati, la rivincita
Obama alla corte del Dragone
La sete di Baghdad
Chi ha paura del Balucistan
Africa, in fila per la democrazia
Di carbone e di altre sciocchezze
Un po’ di rosso sopra Berlino
Tutti pazzi per l'atomo
Chernobyl bosniaca
Kurdistan, quale futuro
Gabon, il voto sa di broglio
Afghanistan, aspettando il futuro
Duello al Sol Calante
Iraq, il bottino impossibile


Lombardo, uomo del “fare”
Preti & prede
Nome in codice Oriente
La decapitazione del Gotha
È Mafiagate
La Capitale alemanna
Lo sciopero della fame dei malati di Sla
Calvario Cucchi
Nucleare? Signorsì
Appalti, e il controllore finì sotto inchiesta
La guerra delle pale a vento
Sindona fa sempre scuola
Processi, ora Marcello ha paura
Emergenza casa, business della Chiesa
Berlusconi ha fatto un Boffo
Fiumicino, atterraggio nel Terzo mondo
I veleni di Tito Scalo
I prof di religione non danno voti
Lo Stato fallisce, la mafia fa profitti


L’essere umano al centro della politica
La Pietra dello scandalo
Ulipristal, una pillola tutta da scoprire
Un papato di passaggio
Lo scienziato che cerca l’io
L’avventura chiamata Raistereonotte
Ru486, la piccola Commissione degli orrori
Signori, non siamo la tv
In ricerca di pace
Il flusso libero di Zaha Hadid
Il logos e le donne
Joumana Haddad: donne e libertà
La fabbrica delle donne
La laicità non è una bestemmia
In cerca della Terra gemella
Quando il regime confinò il pensiero
Gobetti, libertà e rivoluzione
L’altra faccia del socialismo
Cartesiani ancora tra noi
La scelta di Rebiya
Dopo Nietzsche, Lilith
La democrazia apparente
Il Dna non è razzista
Cristianesimo, la superstizione vantaggiosa


Euro: né alto né basso, né sopra né sotto
L’autostrada della sola
Il quarto sindacato
La rivolta di Atene
Chiesa radioattiva
I furbetti della crisi
Fondi Fas, uno scippo al Mezzogiorno
Tutti gli abusi delle statistiche
Padrone di casa esentasse
La sostenibile pesantezza del debito
Dove Sacconi separa Brunetta unisce
Una morsa globale stritola la Nortel
Un milione di posti di lavoro. In meno
Innse, i guai non finiscono
Enasarco, la resistenza degli inquilini
L’Italia in paradiso. Fiscale
Fiat, con i quattrini degli altri
Luciano Gallino: il crack coi nostri soldi
I bugiardi dell’ottimismo

Ed. Altritalia soc. coop.
P.I. 06811331005
Libertà Eguaglianza Fraternità Trasformazione
LEFT Avvenimenti © 2009
 
spacer