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Protezione civile: Tremonti “azionista” Stampa E-mail
Una spa per gli appalti del dipartimento di Bertolaso. Ma il ministro dell’Economia si oppone e guadagna il controllo delle quote
di Manuele Bonaccorsi

(scarica qui la bozza di decreto)

Alla fine la spunta il duo Berlusconi-Bertolaso: la Protezione civile servizi spa, la società privata che dovrà svolgere i compiti più delicati (e ricchi) del dipartimento guidato dall’uomo delle catastrofi, dovrebbe arrivare sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri. Ma in una forma molto diversa da quella formalizzata nella prima bozza. A invadere il regno di Bertolaso è stato Giulio Tremonti. Che prima ha provato a bloccare il provvedimento. Poi, dinanzi all’insistenza del presidente del Consiglio, ha deciso di mettere anche lui le mani sui ricchi appalti della Protezione civile. Come è possibile leggere sulla nuova bozza di decreto, a sottoscrivere tutte le azioni (un milione di euro) della nuova società sarà il ministero dell’Economia e delle finanze.

La nuova spa agirà «secondo gli indirizzi strategici e i programmi stabiliti dal presidente del Consiglio dei ministri su proposta del capo del dipartimento nazionale della Protezione civile», che nominerà l’intero consiglio di amministrazione. Ma il ministero delle Finanze «esercita i diritti dell’azionista». Dunque, dinanzi a note spese troppo esose, Tremonti potrà alzare il pollice verso. Più di quanto sia accaduto in questi anni, durante i quali il dipartimento di Bertolaso si è trasformato in un immenso ente appaltatore, per gestire non solo le emergenze, ma anche grandi eventi sportivi, religiosi, politici.

Nella bozza di decreto, dopo le proteste dei sindacati e del sismologo Enzo Boschi, sparisce anche l’Ingv, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Secondo quanto previsto nella prima versione del decreto, infatti, l’istituto avrebbe perso la propria rete di rilevazione sismica, che rappresenta due terzi dell’attività, e del bilancio, dell’ente. A opporsi al provvedimento, oltre Tremonti, sarebbe stato Gianni Letta e la ministra Maria Stella Gelmini, allarmati da una lettera dello stesso presidente dell’Ingv Enzo Boschi.

Nel nuovo decreto rimane, invece, tutta la parte relativa a nomine e assunzioni dentro il dipartimento diretto da Bertolaso. Il quale, prima di lasciare la sua scottante scrivania, ha voluto mettere al sicuro molti dei suoi più fidati collaboratori. Duecento persone saranno assunte per concorso pubblico, ma il 50 per cento dei posti è riservato al personale precario del dipartimento. Una buona notizia per i precari, anche se stupisce il diverso trattamento riservato ad altre centinaia di migliaia di dipendenti pubblici “atipici”. Ma ciò che sta più a cuore a Guido Bertolaso è «l’inquadramento nel ruolo dirigenziale di seconda fascia» di 5 nomi (si tratterebbe, secondo indiscrezioni, di Titti Postiglione, responsabile Sala situazione Italia e sorella del caporedattore centrale del Corsera Venanzio Postiglione; Paola Pagliara, responsabile Rischio idrogeologico; Sisto Russo, responsabile Volontariato; Anna Natili, responsabile Beni culturali e Giancarlo Piccione, responsabile Prevenzione e protezione e sicurezza). Nessuno dei quali era divenuto dirigente per concorso.

Chi pagherà le assunzioni e le promozioni del grande capo in via di pensionamento Guido Bertolaso? Che domanda! Gli sfollati del terremoto de L’Aquila, gran parte dei quali vive ancora negli alberghi lontano da casa. Vale la pena citare il comma. Le assunzioni costeranno «6,52 milioni nel 2010 a cui si provvede, quanto a 3,70 milioni di euro, a valere sulle risorse disponibili di cui all’articolo 7 comma 4 bis della legge 24 giugno 2009, n. 77». Ora, la legge 77 è la conversione del famoso decreto Abruzzo. E l’articolo 4 bis destinava 8 milioni ai vigili del fuoco impegnati giorno e notte a L’Aquila, senza mezzi né straordinario. Ci faranno festa pochi fortunati collaboratori di uno degli uomini più potenti d’Italia. Dinanzi a cui anche Tremonti può poco.  

4 dicembre 2009

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