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Parnassus con fantasia Stampa E-mail
In uscita il nuovo film di Terry Gilliam, cocktail ubriacante d’immaginazione

Si intitola Parnassus (sottotitolo “L’uomo che voleva ingannare il diavolo”), l’ultimo film di Terry Gilliam, l’autore di Brazil e di L’esercito delle dodici scimmie. Un cocktail ubriacante d’immaginazione e di fantasie, fiore all’occhiello del Festival di Roma. Gilliam ama ricamare con la propria fantasia sui personaggi mitizzati dalla letteratura, nonché dal teatro lirico e di prosa: il barone di Munchausen, Don Chisciotte (film rimasto incompiuto) e ora Johannes Faust, l’incantatore che vendette l’anima al diavolo, secondo una leggenda che interessò più volte sia il cinema che il teatro, ivi compreso Goethe.

Per la verità, il suo Parnassus, anziché al Faust del massimo drammaturgo tedesco somiglia semmai al protagonista degli spettacoli di marionette, che ignoti rapsodi allestivano tra il Settecento e l’Ottocento per il divertimento del pubblico di strada. Gilliam compie il prodigio di ricreare quell’atmosfera, attraversando col carrozzone del dottor Parnassus la Londra attuale nel pieno di un traffico convulso. Il suo teatrino si chiama l’Imaginarium ed è dotato di uno specchio che si vuole magico, dietro il quale gli spettatori che vorranno attraversarlo vedranno esauditi i desideri vanamente covati durante tutta la loro esistenza. Dietro quello spazio la realtà, già condita con una grande immaginazione, cede il posto alla fantasia. Allora Gilliam ricorre a effetti speciali del tutto inconsueti, da lui stesso suggeriti con fervida immaginazione rappresentativa, che nulla hanno da spartire con quelli della produzione hollywoodiana.

E non basta: per avvicinare Parnassus al mito di Faust, lo fa viaggiare nel tempo, pedinato da un certo Mr. Nick, cioè dal Diavolo, il quale pretende che egli onori il patto stretto con lui, l’accordo che gli garantiva l’immortalità. La vicenda ha per filo conduttore questa eterna schermaglia, nel cui atto finale s’introducono altri protagonisti: la figlia di Parnassus, ovvero il pegno che egli è costretto a pagare, qualora non rispettasse il patto, e Tony, un giovane che il protagonista aveva raccattato dopo che questi aveva inscenato un finto suicidio sotto il ponte dei Frati Neri, e che diverrà il suo provvidenziale deus ex machina.

di Callisto Cosulich

23 ottobre 2009

 
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