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Lavoro minorile, gli Usa accusano la Thailandia Stampa E-mail
Secondo il dipartimento di Stato americano, gli allevatori di gamberetti del Paese asiatico sfrutterebbero la manodopera di minorenni. A rischio le importazioni del prodotto ittico negli Stati Uniti

La Thailandia ha due mesi di tempo per difendersi dalle accuse del dipartimento di Stato statunitense, che ha denunciato l’utilizzo di lavoro minorile, anche forzato, nei settori della canna da zucchero, degli allevamenti di gamberetti e pesci, e dell’abbigliamento. Il rischio è di non poter più concludere contratti con gli Stati Uniti. Infatti, i tre settori produttivi sotto inchiesta vivono di esportazioni, ma le organizzazioni pubbliche statunitensi non possono condurre affari con chi ricorre al lavoro minorile.

Secondo quanto riferisce il Bangkok Post, i ministeri degli Esteri e del Commercio tailandesi hanno sollecitato le imprese coinvolte dalla denuncia a fornire le informazioni richieste, in materia di occupazione e di condizioni di lavoro dei dipendenti locali e immigrati, durante le audizioni pubbliche che il dipartimento del Lavoro americano condurrà nelle prossime settimane e che si concluderanno il 10 dicembre.
La reazione più veemente è venuta dai produttori ittici, che impiegano 200mila lavoratori tailandesi e 70mila immigrati, che sostengono di rispettare l’età minima legale di 18 anni per i lavoratori, come dimostrano le numerose ispezioni a cui sono stati sottoposti, che non avrebbero trovato nulla di illegale.

Le denunce sul lavoro minorile in Thailandia, secondo queste fonti, sarebbero state influenzate dalle pressioni dei coltivatori di gamberi statunitensi, in particolare della Louisiana, che devono fronteggiare la concorrenza tailandese.
Secondo il presidente della Thai frozen foods association (Tffa), Panisuan Jamnarnvej, le accuse mosse sullo sfruttamento di lavoro minorile assomigliano a una barriera commerciale contro le importazioni di gamberi, che rappresentano il 25-30 per cento del totale importato negli Usa, mentre i produttori statunitensi riescono a coprire solo il 12-13 per cento del volume totale di gamberi consumati dagli americani.

Nel suo recente rapporto, il dipartimento di Stato americano denuncia la presenza di lavoro minorile anche tra i coltivatori di gamberi in Bangladesh e Cambogia.
E, infatti, una ricerca durata tre anni, condotta, con il supporto del dipartimento di Stato, dal Solidarity center (organizzazione affiliata al sindacato americano Afl-Cio), ha scoperto la presenza di bambini anche di otto anni nella catena di preparazione dei gamberetti degli allevamenti in Thailandia e Bangladesh. Oltre al lavoro minorile, la ricerca ha denunciato una situazione di pesante sfruttamento, abusi sessuali e psicologici, condizioni di lavoro degradanti e pericolose, e utilizzo, in particolare in Thailandia, di vittime del traffico di esseri umani.

di Beniamino Bonardi

23 ottobre 2009

 
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