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«Non ho potuto fare a meno di pensare ai tempi duri che viviamo, alla crisi economica che ha investito il mondo. Nelle mie nuove canzoni ho voluto raccontare non solo la paura ma anche la speranza in tempi migliori». A parlare è un musicista di lungo corso come Chuck Prophet, da San Francisco, già componente di un gruppo storico come i Green on red.
Lo abbiamo incontrato a Londra dove ha suonato in una tappa del suo tour europeo per l’uscita del Cd ¡Let freedom ring! (Cooking Vynil, distribuito in Italia da Edel). Un concentrato di rock’n’roll puro, insieme al suo gruppo The mission express. Chuck Prophet ha scelto di alternare i brani nuovi con i classici, ben supportato dai musicisti che hanno chiesto il massimo alla dinamica dei loro strumenti per trasformare ballate come “Would you love me?” e “Summertime thing” in perfette canzoni rock. Di ¡Let freedom ring! ha presentato il brano che dà il titolo all’album, registrato in Messico, oltre a “Barely exist”, “Good time crowd” e “Hot talk”. Ma non ha dimenticato citazioni come “For you” di Springsteen e soprattutto “I’m not talking” degli Yardbirds. «è stato un gruppo fantastico - spiega Chuck -. Ma la mia scelta è dovuta al fatto che ero a Londra e quindi l’omaggio sarebbe stato molto apprezzato nella città dove gli Yardbirds hanno mosso i primi passi». Recentemente è venuto anche in Italia: «In ogni Paese toccato dal tour sono stato sempre accolto molto bene. Ma dell’Italia ricordo una serata bellissima e spero di tornare al più presto». di Michele Manzotti 16 ottobre 2009
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