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Il Cspi ha denunciato il colosso farmaceutico per la promozione «ingannevole» del selenio contro il cancro alla prostata. Uno studio ha rilevato che oltre a non essere efficace, può aumentare il rischio diabete
Lo statunitense Center for science in the public interest (Cspi) ha denunciato Bayer per la promozione ingannevole del multivitaminico One a day men’s, in cui sostiene che il selenio può prevenire il cancro alla prostata.
In giugno, il Cspi aveva chiesto alla multinazionale tedesca di modificare la promozione del prodotto, in quanto un anno fa, il più ampio studio sinora effettuato sulla prevenzione di quel tumore ha rilevato che il selenio non è efficace mentre può aumentare il rischio di diabete.
Il giorno successivo al contatto del Cspi con Bayer, la Food and drug administration (Fda) ha diffuso un documento sulle corrette indicazioni sulla salute nelle etichette, affermando che è «altamente improbabile che i supplementi al selenio riducano il rischio di cancro alla prostata». Bayer è stata quindi costretta a cambiare gran parte della promozione del suo multivitaminico, rifiutandosi, però, di richiamare le confezioni contenenti le affermazioni false. Inoltre, non tutti i riferimenti al tumore alla prostata sono stati rimossi, né Bayer ha assicurato per iscritto che lo farà in futuro.
Il Cspi afferma che Bayer continua a diffondere false speranze con messaggi ingannevoli, mentre la multinazionale ha minacciato di denunciarlo per diffamazione. Il Cspi replica che si tratta di un’intimidazione, per indurre l’organizzazione al silenzio, e sottolinea la “faccia tosta” di Bayer, la cui «lunga storia di illeciti, in altri casi», la rende più esperta nel ruolo di imputato che in quella di parte civile.
Secondo il Cspi, con la promozione ingannevole del multivitaminico One a day men’s, Bayer ha anche violato l’accordo con cui, nel 2007, aveva patteggiato la chiusura della causa per pubblicità ingannevole, avviata dalla Federal trade commission (Ftc) e dal dipartimento della Giustizia statunitensi. Anche in quel caso si trattava di un multivitaminico, l’One a day Weightsmart, le cui promesse di perdita di peso e di incremento del metabolismo erano state giudicate infondate dalle autorità. Oltre al pagamento di una multa di 3,2 milioni di dollari, la Ftc dispose che Bayer non desse più «rappresentazioni infondate sui benefici, le performance, l’efficacia, la sicurezza o gli effetti collaterali di qualsiasi integratore alimentare, multivitaminico o prodotto per il controllo del peso». Anche il quel caso, Bayer aveva violato una precedente ordinanza della Ftc, emessa nel 1991 contro Miles inc, predecessore della multinazionale tedesca, secondo cui tutte le indicazioni sui benefici dei prodotti One a day dovevano essere supportate da evidenze scientifiche affidabili. di Beniamino Bonardi 16 ottobre 2009
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