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Donne britanniche discriminate sul lavoro Stampa E-mail
L’allarme è stato lanciato da una ricerca condotta dall’Equality and human rights commission. Nel settore finanziario, le lavoratrici hanno un salario lordo del 55 per cento inferiore a quello degli uomini

In Gran Bretagna, il settore finanziario è uno di quelli con il più alto livello di disparità retributiva tra donne e uomini. Le donne impiegate a tempo pieno hanno un salario lordo del 55 per cento inferiore a quello dei colleghi maschi. Questo a fronte di un divario salariale del 28 per cento registrato a livello economico generale.

È quanto emerge da una ricerca effettuata dall’Equality and human rights commission (Ehrc), che ha poi esaminato nel dettaglio quanto emerge da un questionario inviato a 44 tra le principali società finanziarie britanniche, che occupano il 22,6 per cento dei lavoratori del settore. Dall’indagine emerge che la disparità salariale è ben maggiore se si calcolano anche i bonus che i dipendenti ricevono, che per gli uomini sono cinque volte superiori a quelli delle donne. Già al momento dell’assunzione, la disparità di salario tra donne e uomini nel settore finanziario britannico arriva all’80 per cento, per poi assestarsi al 39. Una percentuale che, però, sale al 47, se si considerano anche gli straordinari e i bonus annuali. Tra le aziende che hanno risposto al questionario, le donne ricevono stipendi significativamente più bassi degli uomini nel 94 per cento dei casi. Nel 63 per cento dei casi, questa differenza si riscontra in tutte le categorie e gradi di lavoro, dove uomini e donne svolgono mansioni uguali o equivalenti.

Solo nel 23 per cento dei casi le aziende hanno avviato verifiche sulla parità di retribuzione. L’indagine ha anche evidenziato come la maggior parte dei lavoratori del settore finanziario abbia un’età compresa tra i 25 e i 39 anni, cioè il periodo in cui si hanno figli. Questo particolare rende ancor più difficile, per le donne, avere una carriera compatibile con la vita familiare.
In conclusione, l’indagine evidenzia come la mancanza di trasparenza sui salari e le condizioni di lavoro, la discriminazione diretta, i lunghi orari di lavoro e le difficoltà che incontrano coloro che hanno responsabilità di assistenza, siano tutti fattori che contribuiscono alla notevole differenza di guadagno tra uomini e donne. Secondo il presidente dell’Ehrc, Trevor Phillips, «abbattendo le barriere arbitrarie e modificando le pratiche che, intenzionalmente o meno, inibiscono il successo delle donne, le società finanziarie hanno la possibilità di valorizzare nuovi talenti e massimizzare il potenziale dei loro dipendenti. Per poter prosperare nella nuova economia, le imprese non possono permettersi di assumere e premiare secondo i criteri che hanno adottato nel passato. In questo caso - conclude - molti devono imparare dai pochi che hanno adottato politiche retributive trasparenti e approcci flessibili di lavoro».

di Beniamino Bonardi

9 ottobre 2009

 
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