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I rischi delle etichette autogestite Stampa E-mail
Sedici grandi marchi hanno lanciato sul mercato Usa 800 prodotti alimentari con la scritta “Smart choices”. La Food administration: «I consumatori potrebbero essere ingannati e finire per non leggere i dati nutrizionali»

Sedici grandi marchi di circa 800 prodotti alimentari hanno lanciato una nuova etichetta che appare in verde, con la scritta “Smart choices”, sulla parte frontale delle confezioni, per comunicare ai consumatori che quei cibi e quelle bevande sono salutari, senza andare a leggere la lista degli ingredienti.

L’iniziativa è stata lanciata negli Stati Uniti e ha suscitato molte polemiche, inducendo la Food and drug administration (Fda) a inviare una lettera ai responsabili dell’iniziativa, ribadendo la sua preoccupazione per possibili sistemi di etichettatura che non utilizzino criteri abbastanza severi per tutelare i consumatori dalle indicazioni ingannevoli. L’agenzia governativa teme anche che abbiano l’effetto di spingere la gente verso alimenti altamente trasformati e cereali raffinati, anziché frutta, verdura e cereali integrali.

L’Fda osserva che il pericolo di queste iniziative è che i consumatori siano indotti a non leggere le etichette nutrizionali ufficiali, apposte sul retro o sul lato delle confezioni, ritenendo che il marchio “Smart choises” garantisca che quei prodotti sono salutari, anziché solo un po’ meno insalubri, rispetto a quelli dei concorrenti.

Al programma “Smart choices” partecipano, tra gli altri, ConAgra Foods, General Mills, Kellogg, Kraft, Tyson Foods e Unilever. L’investimento in questa iniziativa è stato di 1,47 milioni di dollari in due anni e ogni compagnia paga una quota variante a seconda della quantità di prodotti venduti.
Il ruolo di mascotte negativa dell’iniziativa è stato assunto dai Froot Loops, anelli di cereali al gusto di frutta prodotti da Kellogg, che hanno ottenuto il marchio “Smart choices” perché ne rispettano gli standard fissati per le fibre e le vitamine A e C, e non superano i limiti di grasso, sodio e zucchero. Infatti, contengono il limite massimo di zucchero previsto dal programma, cioè dodici grammi per porzione che, però, nel caso dei Froot Loops, corrisponde al 41 per cento del prodotto, in termini di peso, più di altri prodotti concorrenti. Il marchio viene concesso sia alla maionese normale che a quella light, inducendo il consumatore a ritenere che siano equivalenti dal punto di vista salutare, nonché ai sandwich confezionati, che possono contenere sino a 600 milligrammi di sodio, pari a un quarto della dose massima giornaliera raccomandata. «La realtà è che l’industria alimentare sta utilizzando il programma “Smart choices” per ingannare i genitori e gli altri acquirenti, spingendoli a comprare gli stessi cibi, che hanno portato a una costosa epidemia di diabete e di obesità», afferma in una petizione online l’organizzazione Change.org.

di Beniamino Bonardi

25 settembre 2009

 
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