spacer
la notizia al centro,
il cuore a sinistra.

Dir. responsabile: Donatella Coccoli Dir. editoriale: Ilaria Bonaccorsi
è un sito MyCyrano!


Parla con Left


Americhe
Asia
Europa
Africa e Medio Oriente


Trasformazione
Libri
Cinema
Musica
Teatro
Arte

Mercati


Chi siamo
Contattaci
Redazione
Pubblicità
Credits

Abbonamento cartaceo


 
Acqua minerale, pubblicità sotto tiro Stampa E-mail
Controcampagna della Ong Tappening, che accusa i produttori di danneggiare l’ambiente con la plastica, mentire sull’origine del liquido imbottigliato ed essere sottoposti a meno controlli degli acquedotti

“L'acqua minerale fa cadere le piogge acide sui campi da gioco”. “L’acqua minerale provoca la cecità nei cuccioli”. Sono due slogan della controcampagna pubblicitaria da oltre mezzo milione di dollari, organizzata dall’organizzazione ambientalista statunitense Tappening, i cui manifesti sono visibili a New York, Los Angeles, Chicago, Miami e Las Vegas. In fondo ai poster si legge: «Se le compagnie produttrici di acqua in bottiglia possono mentire, possiamo anche noi». Il riferimento è alle pubblicità delle acque minerali, giudicate spesso false e ingannevoli. Oltre ai danni ambientali provocati dai contenitori in plastica, spesso non riciclati, Tappening sostiene che bottiglie riempite con acqua di rubinetto vengano poi etichettate e commercializzate come contenenti acqua delle cascate di montagne incontaminate.

L’associazione dei produttori di acqua minerale, la Bottled water association, contesta che le loro pubblicità mentano e sottolinea che, anche quando proviene da acquedotti municipali, l’acqua viene purificata prima di essere imbottigliata.

Recentemente, il Government accountability office (Gao), braccio investigativo del Congresso americano, ha rilevato come l’acqua di rubinetto sia maggiormente regolamentata di quella in bottiglia. I due tipi di acqua devono rispettare standard simili, solo che quella minerale, essendo un prodotto alimentare, è sottoposta al controllo debole della Food and drug administration (Fda), mentre l’acqua di rubinetto è sotto la giurisdizione dell’agenzia di controllo ambientale, l’Environmental protection agency (Epa), i cui controlli, dichiara il Gao, sono più stringenti. Di fronte al rapporto del Gao, la commissione Energia del Congresso americano ha chiesto ai produttori di acqua minerale i dati sulla provenienza delle loro acque, i metodi di controllo, i casi di contaminazione o di reclamo da parte dei consumatori. Secondo il Gao, inoltre, nel 2006 i tre quarti delle bottiglie d’acqua in plastica non sono stati riciclati.

Lo scorso dicembre, vari gruppi ecologisti canadesi hanno denunciato una pubblicità della Nestlé perché conteneva affermazioni false e ingannevoli sull’impatto ambientale. La pubblicità affermava che «l’acqua minerale è il prodotto di consumo ambientalmente più responsabile al mondo», che «la maggior parte delle bottiglie d’acqua evitano le discariche e vengono riciclate» e che la «Nestlé pure life è una scelta sana e amica dell’ambiente».
Dopo anni di crescita, nel 2008 le vendite di acqua minerale negli Stati Uniti sono diminuite del 3,2 per cento, con ricavi pari a 11,2 miliardi di dollari.

di Beniamino Bonardi

28 agosto 2009

 
< Precedente   Prossimo >
 
Federalismo, governo in bilico
Arsenico e vecchi rubinetti
L'Aquila, e la chiamano ricostruzione
La guerra di Gianfranco
Da Tangentopoli a mani sporche
Fiat, ciao Italia e grazie di tutto
Verbali volant
Protezione civile: Tremonti “azionista”
Fiat, Punto su Belgrado
Cie, diritti “sedati”
Balcani, imperialismo energetico
Agazio Loiero: «È l’ora di cambiare rotta»
Troppe attese per il nuovo Pd
Territorio, Sabina cuore di cemento
Antonio Di Pietro: Bertolaso dica ciò che sa
Gioacchino Genchi: se provano a fermarmi...
Puglia, peggio di Tangentopoli
I servitori infedeli nell’era delle stragi
Obama, la sua Africa
G8, quel che resta di Genova
L’altra faccia dell’Iran


Crociate d’Olanda
Cecenia infinita
L’incognita iraniana
Niger, colpo di Stato democratico
Usa, il domani che verrà
Messico e inferno
Dubai, sogni infranti nella sabbia
Tempo d’India
Derivati, la rivincita
Obama alla corte del Dragone
La sete di Baghdad
Chi ha paura del Balucistan
Africa, in fila per la democrazia
Di carbone e di altre sciocchezze
Un po’ di rosso sopra Berlino
Tutti pazzi per l'atomo
Chernobyl bosniaca
Kurdistan, quale futuro
Gabon, il voto sa di broglio
Afghanistan, aspettando il futuro
Duello al Sol Calante
Iraq, il bottino impossibile


Lombardo, uomo del “fare”
Preti & prede
Nome in codice Oriente
La decapitazione del Gotha
È Mafiagate
La Capitale alemanna
Lo sciopero della fame dei malati di Sla
Calvario Cucchi
Nucleare? Signorsì
Appalti, e il controllore finì sotto inchiesta
La guerra delle pale a vento
Sindona fa sempre scuola
Processi, ora Marcello ha paura
Emergenza casa, business della Chiesa
Berlusconi ha fatto un Boffo
Fiumicino, atterraggio nel Terzo mondo
I veleni di Tito Scalo
I prof di religione non danno voti
Lo Stato fallisce, la mafia fa profitti


L’essere umano al centro della politica
La Pietra dello scandalo
Ulipristal, una pillola tutta da scoprire
Un papato di passaggio
Lo scienziato che cerca l’io
L’avventura chiamata Raistereonotte
Ru486, la piccola Commissione degli orrori
Signori, non siamo la tv
In ricerca di pace
Il flusso libero di Zaha Hadid
Il logos e le donne
Joumana Haddad: donne e libertà
La fabbrica delle donne
La laicità non è una bestemmia
In cerca della Terra gemella
Quando il regime confinò il pensiero
Gobetti, libertà e rivoluzione
L’altra faccia del socialismo
Cartesiani ancora tra noi
La scelta di Rebiya
Dopo Nietzsche, Lilith
La democrazia apparente
Il Dna non è razzista
Cristianesimo, la superstizione vantaggiosa


Euro: né alto né basso, né sopra né sotto
L’autostrada della sola
Il quarto sindacato
La rivolta di Atene
Chiesa radioattiva
I furbetti della crisi
Fondi Fas, uno scippo al Mezzogiorno
Tutti gli abusi delle statistiche
Padrone di casa esentasse
La sostenibile pesantezza del debito
Dove Sacconi separa Brunetta unisce
Una morsa globale stritola la Nortel
Un milione di posti di lavoro. In meno
Innse, i guai non finiscono
Enasarco, la resistenza degli inquilini
L’Italia in paradiso. Fiscale
Fiat, con i quattrini degli altri
Luciano Gallino: il crack coi nostri soldi
I bugiardi dell’ottimismo

Ed. Altritalia soc. coop.
P.I. 06811331005
Libertà Eguaglianza Fraternità Trasformazione
LEFT Avvenimenti © 2009
 
spacer