spacer
la notizia al centro,
il cuore a sinistra.

Dir. responsabile: Donatella Coccoli Dir. editoriale: Ilaria Bonaccorsi
è un sito MyCyrano!


Parla con Left


Americhe
Asia
Europa
Africa e Medio Oriente


Trasformazione
Libri
Cinema
Musica
Teatro
Arte

Mercati


Chi siamo
Contattaci
Redazione
Pubblicità
Credits

Abbonamento cartaceo


 
Lo stile della verità Stampa E-mail
Per raccontare una realtà dura come la mafia non basta fare cronaca. Nel suo nuovo libro Saviano fa giornalismo con voce originale

Con questa raccolta di articoli di Roberto Saviano, La bellezza e l’inferno (Mondadori) c’è non solo la rinuncia alla fiction sulla camorra (che rischia di diventare genere editoriale) ma un cambio di paradigma narrativo. Da Gomorra, racconto epico fiabesco con un eroe senza macchia in lotta contro il drago della camorra, a un’epica minima, corale, fatta di tanti eroi comuni - persone anonime e star medianiche tutte però “devianti” - che hanno sfidato un limite. Sfilano qui, in una galleria eterogenea, i ritratti incisivi e commossi di donne coraggiose - Felicia, Carmelina - che hanno denunciato boss potenti; e poi di umili boxeur poliziotti; e poi di Michael Petrucciani, il geniale pianista in miniatura, con le «ossa di cristallo»; di Lionel Messi, il miglior calciatore del mondo, che all’età di 10 anni si era letteralmente fermato, smettendo di crescere; di Pistone, l’agente Fbi infiltrato nella mafia (da cui il film Donnie Brasco); del cronista Giancarlo Siani ucciso dalla camorra, trent’anni fa… Si confermano le doti del Saviano autore di reportage: empatia e onestà descrittiva, curiosità vorace e gusto per la messinscena della cronaca, coraggio un po’ incosciente e serietà nella documentazione (l’inchiesta sulla cocaina, sul terremoto, sul clan del cemento dei Casalesi). Ma direi di più: dalla bella e partecipe recensione al film 300, sugli eroi greci delle Termopili che si opposero ai Persiani di Serse (film coinvolgente ma inferiore al graphic novel da cui è stato tratto), si intuisce la disposizione d’animo di Saviano: infantile, disposta a immedesimarsi, facile alla commozione.

Solo un’obiezione. Sempre nelle prime pagine, Saviano riafferma la sua idea di letteratura come resistenza, come capacità di incidere sulle cose, e in ciò prendendo le distanze dal «distacco di chi vuol fare solo un buon libro, costruire una storia, limare le parole sino a ottenere uno stile bello e riconoscibile». Capisco la perorazione di Saviano e ne condivido lo spirito. Eppure fare un “buon libro” e ottenere “uno stile bello” non sono necessariamente cose da letterati fradici e impenitenti. Proprio per raccontare la “realtà” occorre ogni volta trovare la lingua adatta, uno stile. Come sapeva Flaubert, che molto limava le parole: se un libro è scritto in una lingua falsa allora significa che è falso. E poi può esserci altrettanto impegno etico nel raccontare - con precisione e immaginazione - una complicata relazione affettiva o una tormentosa nevrosi personale. Non a caso lo stesso Saviano decide di intitolare il libro ispirandosi a Camus, che seppe coniugare la necessità della rivolta con l’idea mediterranea e greca della bellezza, e che inventò uno stile di abbagliante liricità per dire l’assurdo della condizione umana. E proprio nella tradizione greca, “bello” non è ornamento esteriore ma indica una civiltà e un modo d’essere: “bello” può essere un gesto individuale di ribellione, un comportamento non conformista, così come un assolo di piano che esprime “la infinita ricchezza del creato”o un dribbling ubriacante che va oltre il calcio stesso e che esprime la vita.

di Filippo La Porta

3 luglio 2009

 
< Precedente   Prossimo >
 
Federalismo, governo in bilico
Arsenico e vecchi rubinetti
L'Aquila, e la chiamano ricostruzione
La guerra di Gianfranco
Da Tangentopoli a mani sporche
Fiat, ciao Italia e grazie di tutto
Verbali volant
Protezione civile: Tremonti “azionista”
Fiat, Punto su Belgrado
Cie, diritti “sedati”
Balcani, imperialismo energetico
Agazio Loiero: «È l’ora di cambiare rotta»
Troppe attese per il nuovo Pd
Territorio, Sabina cuore di cemento
Antonio Di Pietro: Bertolaso dica ciò che sa
Gioacchino Genchi: se provano a fermarmi...
Puglia, peggio di Tangentopoli
I servitori infedeli nell’era delle stragi
Obama, la sua Africa
G8, quel che resta di Genova
L’altra faccia dell’Iran


Crociate d’Olanda
Cecenia infinita
L’incognita iraniana
Niger, colpo di Stato democratico
Usa, il domani che verrà
Messico e inferno
Dubai, sogni infranti nella sabbia
Tempo d’India
Derivati, la rivincita
Obama alla corte del Dragone
La sete di Baghdad
Chi ha paura del Balucistan
Africa, in fila per la democrazia
Di carbone e di altre sciocchezze
Un po’ di rosso sopra Berlino
Tutti pazzi per l'atomo
Chernobyl bosniaca
Kurdistan, quale futuro
Gabon, il voto sa di broglio
Afghanistan, aspettando il futuro
Duello al Sol Calante
Iraq, il bottino impossibile


Lombardo, uomo del “fare”
Preti & prede
Nome in codice Oriente
La decapitazione del Gotha
È Mafiagate
La Capitale alemanna
Lo sciopero della fame dei malati di Sla
Calvario Cucchi
Nucleare? Signorsì
Appalti, e il controllore finì sotto inchiesta
La guerra delle pale a vento
Sindona fa sempre scuola
Processi, ora Marcello ha paura
Emergenza casa, business della Chiesa
Berlusconi ha fatto un Boffo
Fiumicino, atterraggio nel Terzo mondo
I veleni di Tito Scalo
I prof di religione non danno voti
Lo Stato fallisce, la mafia fa profitti


L’essere umano al centro della politica
La Pietra dello scandalo
Ulipristal, una pillola tutta da scoprire
Un papato di passaggio
Lo scienziato che cerca l’io
L’avventura chiamata Raistereonotte
Ru486, la piccola Commissione degli orrori
Signori, non siamo la tv
In ricerca di pace
Il flusso libero di Zaha Hadid
Il logos e le donne
Joumana Haddad: donne e libertà
La fabbrica delle donne
La laicità non è una bestemmia
In cerca della Terra gemella
Quando il regime confinò il pensiero
Gobetti, libertà e rivoluzione
L’altra faccia del socialismo
Cartesiani ancora tra noi
La scelta di Rebiya
Dopo Nietzsche, Lilith
La democrazia apparente
Il Dna non è razzista
Cristianesimo, la superstizione vantaggiosa


Euro: né alto né basso, né sopra né sotto
L’autostrada della sola
Il quarto sindacato
La rivolta di Atene
Chiesa radioattiva
I furbetti della crisi
Fondi Fas, uno scippo al Mezzogiorno
Tutti gli abusi delle statistiche
Padrone di casa esentasse
La sostenibile pesantezza del debito
Dove Sacconi separa Brunetta unisce
Una morsa globale stritola la Nortel
Un milione di posti di lavoro. In meno
Innse, i guai non finiscono
Enasarco, la resistenza degli inquilini
L’Italia in paradiso. Fiscale
Fiat, con i quattrini degli altri
Luciano Gallino: il crack coi nostri soldi
I bugiardi dell’ottimismo

Ed. Altritalia soc. coop.
P.I. 06811331005
Libertà Eguaglianza Fraternità Trasformazione
LEFT Avvenimenti © 2009
 
spacer