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Tony Carnevale presenta, il 25 giugno a Roma, una rock opera con 80 artisti. E nuove idee sui circuiti indipendenti
In arte è la passione, nella vita è un tormento chiamato “passion/art”. O, magari, il contrario. Poco importa agli audaci e incoscienti componenti di questo originale movimento che emerge dal mare delle emozioni metropolitane per risalire verso sorgenti culturali in una seducente fusion tra affetti e fantasia. Un intero mondo, di immagini e suoni. E ribellione. «È un grido che vuole rompere il silenzio che ci vorrebbe rassegnati alla “realtà” , a questa “realtà!”, a rimanere tutt’al più, dei bravi “professionisti”. No, insiste, dobbiamo avere il coraggio di sostenere quello per cui abbiamo sudato, la nostra “passione”, quello che ci dovrebbe rendere artisti». Così, Tony Carnevale, vulcanico compositore e musicista che giovedì 25 giugno sceglie un tipico locale rock della Capitale, il Funnel, in via Ostiense 137, per lanciare il suo ultimo lavoro auto prodotto: Dreaming a human symphony, una symphonic rock opera. «Non sarà un concerto ma una festa di presentazione. Ci saranno - spiega Carnevale - molti dei musicisti che hanno preso parte a questa “follia”, tra i quali Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese del Banco».
Si tratta di un’opera interamente scritta, arrangiata, orchestrata, diretta, registrata e mixata dallo stesso genio ribelle già noto per la sua straordinaria capacità di spaziare tra i più diversi generi musicali. Sua la storica sigla di “Appuntamento al cinema” della Rai. Ma tante altre sono le produzioni di questo singolare musicista poliedrico (dalla Biennale di Venezia alla collaborazione con Patty Pravo e molti altri importanti artisti). Così tante da far sorgere il dubbio che Tony Carnevale sia in fondo solo un nome che dà volto a più personalità. Dubbio risolto verificando il curriculum su più enciclopedie, anche internazionali. È lui. È sempre lui mentre dirige una delle più rivoluzionarie realtà formative nel campo musicale, il Laboratorio di produzione musicale, quasi un’officina rinascimentale per imparare e produrre contemporaneamente. Incredibile. «Che ci vuole? - chiosa divertito Tony il direttore, in fondo basta un po’ di di passion/art». La stessa che ha acceso 80 cuori di cantanti e musicisti che danno vita a Dreaming a human symphony. «L’opera - spiega l’autore - prevede due possibili versioni: la prima, l’originale, è un viaggio tra sogno e realtà, il racconto non narrato di una trasformazione, un percorso sulla ricerca dell’identità». Sono, diciamo, immagini sonore. Si parte dal rock, quello “duro”, per concludersi con tutti gli interpreti che eseguono insieme quel che Carnevale chiama “sinfonia umana”. La seconda versione invece, più “leggera”, realizzata per i ragazzi dei laboratori, è molto più vicina a un musical. Il progetto prevede anche un gruppo aperto che viene costituito di volta in volta per il live scegliendo tra una rosa di artisti disponibili. Quando si dice open proiect. Fenomeno che può avere ulteriore e fondamentale supporto, conclude l’artista, «soltanto da chi, acquistando il disco, può contribuire allo sviluppo della musica indipendente, esercitando una sorta di diritto di voto in favore di un movimento culturale fuori dagli schemi commerciali, autonomo e innovativo: un pubblico consapevole e partecipe è l’unico vero possibile sostenitore, assieme ai musicisti coinvolti, di queste utopie». E per sapere di più sul cd di Carnevale basta tuffarsi nelle movimentate pagine del sito www.tcopenproject.com. Il resto, è solo passione per l’arte. di Pino Di Maula 19 giugno 2009
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