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Licenziati con i soldi dei contribuenti Stampa E-mail
Polemica per la decisione di Pfizer di mandare a casa quasi 20mila lavoratori della Wyeth, acquistata grazie ai finanziamenti di banche salvate dal governo Usa. Fondi che dovevano servire per rilanciare l’economia

È polemica sull’accordo da 68 miliardi di dollari per l’acquisto della casa farmaceutica Wyeth da parte di Pfizer, dopo che quest’ultima ha annunciato che licenzierà 19.500 persone per ridurre di quattro miliardi di dollari i costi annuali. Una decisione incompatibile, secondo molti, con il fatto che, per l’acquisto di Wyeth, Pfizer riceverà un finanziamento di 22,5 miliardi di dollari da parte di alcune banche - tra cui Citigroup, Bank of America, Goldman Sachs e JPMorgan Chase - salvate dal governo di Washington, con 122 miliardi di dollari dei contribuenti. Questi fondi dovrebbero servire da stimolo per la ripresa dell’economia e per far sì che le banche continuino a concedere finanziamenti alle imprese, evitando la drammatica prospettiva di milioni di disoccupati.
Nel caso di Pfizer, però, i soldi del governo, e quindi dei contribuenti, sarebbero serviti a salvare alcune banche, che poi finanziano operazioni che prevedono migliaia di licenziamenti. I lavoratori di Pfizer e Wyeth lasciati a casa si troverebbero, in questo modo, ad aver finanziato il loro stesso licenziamento.

Contemporaneamente, i cinque più alti amministratori di Wyeth, tuttora in carica o dimessisi da pochi mesi, si divideranno 75 milioni di dollari, secondo quanto ha calcolato la
società di consulenza Equilar. Un’organizzazione multietnica californiana impegnata nel campo dei diritti civili, il Greenlining institute, ha denunciato l’uso distorto dei fondi governativi dati alle banche per stimolare l’economia e ha chiesto alla divisione Antitrust del dipartimento della Giustizia e al segretario al Tesoro, Timothy Geithner, di bloccare l’accordo tra Pfizer e Wyeth, a meno che le due compagnie non accettino di vendere i loro farmaci negli Stati Uniti al prezzo più basso praticato in Canada, Europa o in altri Paesi sviluppati.

Sul fronte opposto, Bank of America e Citigroup stanno esercitando forti pressioni sulla commissione di controllo della Borsa americana, la Sec, affinché non consenta che nelle prossime assemblee degli azionisti delle due banche sia discussa e votata una mozione presentata da Harrington investments, una società californiana specializzata in investimenti socialmente responsabili. La mozione chiede l’istituzione di una commissione per verificare come gli istituti spendono i fondi elargiti, senza vincoli, dal governo di Washington, per verificare che non siano utilizzati a danno dell’economia statunitense. Tra dicembre e febbraio, le due banche hanno inviato ben otto lettere alla Sec, chiedendo di bloccare la mozione.

di Beniamino Bonardi

20 febbraio 2009

 
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