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Biancaneve e... Stampa E-mail

di Massimo Fagioli

Abbiamo varcato, di nuovo, il perielio e lasciato, ai ricordi ed alla memoria, il giro ovale della terra intorno al sole che hanno denominato 2008. Ma è una convenzione, un falso storico perché, in verità, il giro della terra intorno al sole risale a tempi remoti. Non si sa quando si formò, ed è lecito pensare che la mente umana non raggiungerà mai la conoscenza di quanto accadde miliardi di anni fa: quel tempo non è misurabile perché non è pensabile; non è possibile fare un’immagine, anche indefinita, di una realtà non percepita né sentita. Ricordo che, trent’anni fa, nella ricerca, formazione, cura dell’Analisi collettiva comparvero i nomi di Copernico, Giordano Bruno, Paracelso, Galileo, Caravaggio. Si disse “cinquecento anni fa la ricerca della mente umana si rivolse all’universo immenso e, forse con una parola che voleva dire di più, infinito; era sconosciuto e pensato inconoscibile”. Veniva imposta, con violenza, una credenza nelle favole senza idee. “Nella Bibbia è scritto che Giosuè disse «sole fermati»”. Se non si dichiarava di credere si veniva bruciati vivi, sul rogo degli eretici. Poi si disse “ora noi tenteremo di rivolgerci ad un’altra realtà sconosciuta e creduta inconoscibile; è quella del pensiero senza coscienza, che si crea quando sono spariti lo stato di veglia ed il comportamento. Poi, durante molti anni, studiammo come sia stato imposto, dalla cultura detta dominante e dalla stampa, di non pensare ma credere ad una affermazione contraddittoria che era il sintomo di un pensiero dissociato di tipo schizofrenico. Hanno detto e ripetuto che Freud aveva scoperto l’inconscio quando, al contrario, aveva scritto che l’Es è inconoscibile, ripetendo quanto aveva affermato Schelling nel 1800, usando il termine Das Unbewusste. Riproposi la denuncia della dissociazione verbale, tre settimane fa, ricordando Lacan. Diceva “è necessario aprire gli occhi sull’inganno che la cultura ha costruito per impedire qualsiasi ricerca su ciò che, nell’uomo, è pensiero senza coscienza. Esaltare come “grande pensatore” un individuo che non ha pensato nulla ma ha ripetuto, come dice Ellenberger, idee dette da altri ed ha costruito una tecnica, detta psicoanalisi, che è soltanto esercizio di far tornare i ricordi; come faceva Pico della Mirandola e come fece Breuer con la paziente che non beveva più, denominata Anna O. Riportare alla coscienza ciò che un tempo fu cosciente, sarebbe stato terapeutico. In realtà fu tutto falso perché la paziente, poi, andò a Kreutzlingen a curarsi, da Binswanger. Sono, dissi, menzogne storiche.

Guardo ciò che ho scritto nella prima colonna e ricordo left del 19 dicembre 2008. Dicevo che il “grande pensatore” Freud aveva, in verità, un linguaggio dissociato, ed il suo seguace Lacan aveva portato il pensiero verbale all’assurdo di unire, per confondere le menti altrui, la parola morte alla parola desiderio; ovvero il massimo della distruzione che va verso la inesistenza, con il massimo dell’umano nel rapporto uomo-donna che provoca la creatività: ovvero la esistenza di qualcosa che prima non c’era. Non ho mai pensato che il rapporto uomo-donna avesse come fine fare figli “in modo naturale...” come gli animali. Ho sempre pensato, al contrario, che potesse e dovesse sviluppare la sua natura che ha, alla nascita, un pensiero diverso da quello animale, che diventerà la creatività dell’arte e della poesia.
Ricordo che dopo la grande pioggia, a dicembre, vennero alcune giornate di sole, ma venne anche aria gelida. Scompigliò la mente di tanti giornali ed i corvi non riuscirono più a alzare e stendere i fogli come fossero panni stesi dopo essere stati lavati; c’erano troppi stracci sporchi che alcune cornacchie cercavano di portare ad una polemica che avrebbe potuto essere un dibattito sulla crisi storica della sinistra. Allora provo a raccogliere qualche riga pulita: Sansonetti dice “Con la cultura «fagiolista» credo che la sinistra possa avere molti punti in comune, penso di averli io stesso, ma anche fortissimi dissensi”. Bene Piero, grazie per aver riconosciuto che la mia cultura, anche se antifreudiana, appartiene alla storia della sinistra; ben vengano i dissensi se servono ad approfondire una ricerca sulla realtà umana che sto facendo da una vita: cercar di sapere cos’è la sessualità, che non è quella animale e sta, come e per il desiderio, soltanto nel rapporto uomo-donna. Poi anche che la storia insegna che comunismo e cattolicesimo non possono stare insieme, e gli studi dicono che un cardine del marxismo è il superamento dell’alienazione religiosa che diventa adorazione del denaro che è feticcio.

Poi...: ho detto che mi sembri e mi sembrate bambini che giocano a fare Sandokan come se non fossero passati 40 anni dal ’68? Non mi sembra un insulto ma una semplice critica all’idea che la libertà sessuale faccia la rivoluzione; in verità è una euforia senza senso. Il ’68 ha dimostrato che il dramma è la frigidità delle donne, che sono state sempre negate dalla religione e dalla ragione. Più femminista di così!! Ed ancora per precisare: non ho mai detto né pensato che sei un malato di mente. Ho detto che coloro che hanno un concetto cristianissimo della vita nel pianeta e non dell’uomo, e si bloccano come catatonici per non ammazzare zanzare e formiche, possono essere considerati malati di mente; non ho detto che devi andare via subito! Avevo anche detto che non ero un guru di Bertinotti, ma voi giornalisti, talora, scrivete... fregnacce. Poi, ci sarebbero da leggere gli insulti di Vendola che dà giudizi su di me... che non ha mai conosciuto “... melmoso (sinonimo, penso, di merdoso), pruriginoso, guru violento... dovrebbe finire sul lettino... (sono matto?) volgare... pieno di ossessioni, di pregiudizi... detesta i giovani... i loro sogni e chi questi sogni li racconta...”. Io scrissi che non davo nessun giudizio sulla persona che non mi interessava conoscere. Giudica, dov’è la volgarità?

Ma c’è una pesantezza della penna perché, se il 9 luglio 2007 la critica giornalistica condita da menzogne ed insulti era ne Il Giornale, noto foglio della destra, ora la stessa diffamazione l’ho vista in un noto giornale di sinistra. E così scrivono, come un tempo, delle mie “libere associazioni” che, in verità, non sono le coatte dissociazioni di Freud e Lacan, ed io vedo la regina matrigna che diventa vecchia strega di fronte allo specchio che dice a il manifesto “non sei più la più bella del reame di sinistra, ora c’è Biancaneve. E ricordo che lo scrissi già, all’inizio del 1980, in una rivista di psicoterapia “Biancaneve e sette anni”; dicevo che era comparsa, in psicoterapia, la possibilità di una cura per la guarigione. Era basata sulla triade setting, transfert, interpretazione. A monte aveva la teoria sulla realtà della nascita umana, in cui si realizzava un pensiero che era riuscito a conoscere quello che l’illuminismo aveva chiamato Es inconoscibile. Ma subito, su il Messaggero, si scatenò la violenza incomprensibile di un giornalista di destra insieme, che strano, ad una giornalista che si diceva di sinistra. Venne lo “psicomante” e il guru che, ogni volta, fu ripetuto per trentatré anni.

Ed è triste che nella frammentazione e caos in cui è caduta la sinistra, non si vuole vedere che l’antico e, forse, glorioso femminismo è affondato, come l’Artax de La storia infinita, nella palude della depressione per aver fallito la ricerca di una identità femminile che riusciva a liberarsi dalla sottomissione e schiavitù della razionalità sempre gestita dall’uomo che non aveva un rapporto con la realtà della donna, essere umano uguale ma, insieme, diverso. Hanno creduto alle “libere dissociazioni” di Freud, Lacan, Foucault, e non hanno trovato quel pensiero libero che avrebbe permesso di vedere che l’identità femminile esiste soltanto se si realizza una identità maschile e, simultaneamente, il maschile sarà soltanto se c’è il femminile. Nessun narcisismo che annulla il diverso da sé, come se non dovesse esistere. E ricordo ancora una ventenne che parlò, il 13 dicembre all’assemblea per la nuova sinistra: non più comunismo e ’68, ma ricerca dell’identità umana oltre la scissione tra razionale e irrazionale.

 
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