Mi imbatto oggi per caso (e non potrebbe essere altrimenti) nell’accorato (ahimè) intervento di una giovane deputata del PDL che di fronte a un’altrettanto adorante Ministro Giorgia Meloni e a un compiaciuto Primo Ministro Berlusconi, sul palco allestito in occasione della convention dei giovani del PDL denominata “Atreju” (personaggio de “La storia infinita” del grande Michael Ende, giovane antinazista della prima ora, frequentatore del seminato della cultura di sinistra nel suo soggiorno in Italia, e il cui parere in merito all’uso del nome di un personaggio di un suo romanzo sarebbe oltremodo interessante), fra le altre a mio parere risibili e attoriali dichiarazioni di devozione al Premier in carica, lo ringrazia per averci “insegnato il superiore valore dell’individuo rispetto allo stato”. Penso sinceramente che queste parole contengano la profonda spiegazione del male che affligge questo paese, male che permea l’intero arco delle ideologie politiche, e che nella destra assurge addirittura all’esecrabile livello di fondamento teorico dell’ ormai endemica incapacità di risollevarci da una crisi che ci sta travolgendo. Pronipoti di un’Italia divisa in signorie e poi in comuni, figli di un esasperato regionalismo contro cui poco ha potuto la retorica risorgimentale dell’unificazione, noi Italiani siamo profondamente permeati da quella declinazione fallimentare e deleteria dell’individualismo che è la tendenza a considerare il bene comune come un’altrui proprietà. Chiunque abbia un minimo viaggiato all’interno dei paesi che ci circondano, ivi compresi quelli che ci fa comodo considerare più “arretrati” (e che tali non sono affatto, da qualunque punto di vista), quali Grecia, Portogallo e Spagna, è cosciente che persino un giardino pubblico è là considerato, come nei paesi del Nord, “bene comune” e dunque cosa sostanzialmente appartenente al cittadino che lo frequenta. Lì gettare una carte in terra equivale a gettarla in casa propria, mentre da noi, sebbene in misura differente fra le varie regioni, significa sporcare con estrema indifferenza qualcosa che appartiene ad altri, creando discariche di rifiuti materiali e non. Nel bel paese, ciò che è dello stato è di qualcun altro; non è mai “nostro”, non è “mio”, e dunque lo si può sporcare, trascurare, violentare in nome del proprio superiore interesse individuale. Al di là delle facili considerazioni di carattere civico su una simile aberrazione, e dell’ancor più facile constatazione dell’apologia della difesa dell’interesse del più agiato che essa contiene, mi chiedo cosa ci sia dietro un pensiero così cronicamente radicato nella nostra cultura. Affermare che l’individuo valga più dello stato significa strappare l’uno all’altro, in quanto una comparazione di superiorità non può non implicare una non identificazione fra i due termini. Innanzitutto non si può non osservare l’incongruenza di una simile affermazione, che separando il singolo dallo stato fa dello stato stesso un ente astratto, “altro”, quando non addirittura antagonista, rispetto all’individuo, mentre lo stato altro non è che l’insieme di quegli stessi individui di cui taluni millantano singolarmente la superiorità. Ma c’è forse di più. Lo stato come insieme di individui non è la semplice somma di tali individui, ma anche e soprattutto il complesso delle relazioni, dei rapporti interumani che si stabiliscono fra essi! E allora viene il sospetto, per non dire la certezza, che chi oggi sostiene un’affermazione simile non possa che essere profondamente (e patologicamente) incapace di quei rapporti. Incapace dunque di rispettare le minoranze etniche e religiose, incapace di riconoscere i diritti degli extra-comunitari, incapace di accettare la ovvia e fisiologica parità di diritti fra uomo e donna, incapace insomma di accettare qualunque forma di diversità propriamente detta. Con tutti i limiti che evidentemente oggi l’affliggono, politici, culturali e soprattutto religiosi, la sinistra italiana dovrebbe ricominciare a battersi per il fine opposto. Amare profondamente la diversità perché il rapporto tra singoli individui venga riconosciuto come l’essenza della comunità, e in ultima analisi, dello “stato” italiano. Senza una intenzionalità profonda di rapporto fra esseri umani, non potrà esserci curiosità, non potrà darsi una società, e non ci sarà mai uno “stato”, ma solo una sommatoria asettica e mal strutturata di individui rinchiusi nel proprio cortile privato, barricati in casa propria, preda della paura degli altri, disposti a combattere, sì, ma solo per se stessi. In assenza di rapporti umani, Atreju sarà dannato per sempre nella Palude della Tristezza, nell’attesa di precipitare nel Profondo Abisso. E i soli in grado di proporre un sofisticato e ingannevole sostituto di un sistema autentico di relazioni rimarranno così i cattolici, con la loro deleteria e assistenzialistica cultura della solidarietà, o i fascisti, con la loro pseudo-cultura di un tricolore assoluto e vacuo, da celebrare solo sulle tombe dei caduti nell'Afghanistan di turno, e che giustifica machiavellicamente astratte culture di sopraffazione del diverso con il fine razionale del bene del cittadino occidentale o italiano “puro”. Entrambi non sono che succedanei spuri, sporchi ed esecrabili di ciò di cui abbiamo realmente bisogno in questo paese: l’interesse per l’altro. Un socialismo vero, e non “reale”. E magari fosse solo un problema della destra.
Inserito da Francesco Troccoli, il 09/09/2011 alle 23:08
Cara Left. I lavori della Camera e del Senato saranno sospesi dal 2 agosto fino al 12 settembre per permettere a ben 100 parlamentari di andare in pellegrinaggio in Terra Santa la prima settimana di agosto! Parlare di dignità e pudore mi sembra ormai un inutile eufemismo. La deriva culturale e certe 'idee' catto-fasciste sulla società permettono e giustificano tutto ciò(chissà a proposito se qualche cattolico del PD si unirà alla fila salmodiante di questi 'ferventi pellegrini'). Però potreste pubblicare i nomi di questi gentili signori e sapere chi pagherà il loro soggiorno. Per fortuna il vento nuovo che voi alimentate e rinforzate settimanalmente con delle idee nuove e straordinarie sulla realtà umana ci fa respirare un pò a pieni polmoni e rinforzare la speranza di una idea diversa di politica e società. L'ultimo numero a tal proposito è da incorniciare dalla prima all'ultima riga. Grazie per tutto questo e buone meritatissime vacanze.
Inserito da Nuccio Russo, il 08/02/2011 alle 19:38
Ha colpito la copertina del numero 30 del 29 luglio u.s.; senza voler cedere in una polemica apparantemente di forma e fermo restando la piena condivisibilità dei contenuti riportati sulla terribile vicenda accaduta in Norvegia, compresa la posizione, a nostro avviso più articolata, della Magali Benent, ma anche l'intervista al noto psichiatra Massimo Fagioli, che ci parla di una terribile realtà umana, quella che viene chiamata anche 'Lucidità Mentale' e che nel titolo all'intervista ' L'estremismo della Ragione' ci descrive splendidamente, ci domandavamo se non sarebbe stato più adeguato un titolo che parlasse di 'Lucidità Mentale' piuttosto che del Male.
Un cordiale saluto ai lettori di Left.
Inserito da Roberto - Roma, il 08/01/2011 alle 15:00
mi ha stupito l'articolo di shukri said. questa signora/signorina ha messo a nudo la posizione finora opaca di istituzioni che si definiscono internazionale, in qiesto caso l'UN. non si riesce a spiegare il tentativo desperato del rappresentante di bank mon di mandare a casa lúnico governo somalo in 20 anni che ha combattuto i malfattori di tutte le bandiere riportando concrete e visibili risultati. e' veramente da chiedersi se Mahiga (rappresentante di bank Mon per la somalia)che vanifica il lavoro del governo e dell'Amisom non sia li a dar man forte al braccio armato dell Al-qaida o in collusione con altre forze oscure che vogliano che la somalia non esca del caos. questo signore rema contro gli interessi somali, servendosi del nome delle nazioni unite.
Inserito da Farah, A, il 04/30/2011 alle 21:38
Ringrazio il signor Marcantonio Lucidi perchè riguardo alla Dante mi sembra uno dei pochi che se ne accorse a suo tempo quando tutti la esaltavano persino il signor Quadri(pace all'anima sua).
Inserito da Nadienadamas, il 04/06/2011 alle 03:26
Toh!... Ma guarda chi c’è nella cronaca nera di questi giorni: le belle facce di Carmine Talarico ed Enzo Sculco condannati in via definitiva (sic!) per il reato di concussione. Ma non era lui, l’ex presidente della provincia di Crotone, quello che, tuonando contro il progetto Europaradiso, raccontava ad una Paola Pentimella Testa che: “la ‘ndrangheta ha tutto l’interesse perché un’opera del genere si faccia. Un coinvolgimento delle ‘ndrine non è da escludere, anche semplicemente per fare servizi di guardiania” (04/08/06 – Left Avvenimenti – la notizia al centro, il cuore a sinistra). E non era sempre lui, Talarico, a dire alla solita giornalista che “a Crotone si sono mobilitati da tempo per sostenere la nuova cittadella, esiste persino un comitato che da mesi raccoglie fondi e firme a favore del progetto israeliano…”. Noi di firme ne abbiamo raccolte a iosa, ma di quattrini, al contrario di lor signori, non ne abbiamo avuto nemmeno uno! Per le nostre iniziative ci siamo sempre autofinanziati. E comunque era ben poca cosa: roba di volantini, striscioni ed altra paccottiglia. Ma il tempo è galantuomo, e stavolta c’impegniamo per davvero in una raccolta fondi: per comprare due bei pigiami a strisce da regalare a questi fulgidi esempi di incorruttibilità.
Comitato Europaradiso… per non dimenticare
Inserito da Comitato Europaradiso... per non dimenticare, il 03/27/2011 alle 20:17