spacer
la notizia al centro,
il cuore a sinistra.

Dir. responsabile: Donatella Coccoli Dir. editoriale: Ilaria Bonaccorsi
è un sito MyCyrano!


Parla con Left


Americhe
Asia
Europa
Africa e Medio Oriente


Trasformazione
Libri
Cinema
Musica
Teatro
Arte

Mercati


Chi siamo
Contattaci
Redazione
Pubblicità
Credits

Abbonamento cartaceo


 
Cnr delle mie brame Stampa E-mail
in edicola il 17 marzoNuove nomine e dura riduzione degli istituti. Il presidente Fabio Pistella, in tutta fretta, ridisegna l’ente. Prima che arrivi il nuovo governo. Un “colpo di mano” a meno di un mese dalle elezioni politiche. Con la voglia di lasciare un segno forte nel Consiglio nazionale delle reicerche (Cnr). Giocando d’anticipo sulle mosse del nuovo governo. Così, senza preavviso e, soprattutto, senza aspettare il parere del Consiglio scientifico generale, il presidente del Cnr Fabio Pistella ha tirato fuori dal cassetto le nomine di undici nuovi direttori di dipartimento.

E ha messo mano a una forte ristrutturazione del maggior ente pubblico in cui si fa ricerca sulle più varie branche del sapere, da quelle scientifiche a quelle umanistiche e in cui lavorano, a vario titolo, circa ottomila persone (tremila dipendenti, più una consistente quota di borsisti e assunti con contratto a tempo determinato). Ma soprattutto il professor Pistella ha lavorato d’accetta riducendo drasticamente il numero degli istituti, ridotti d’un colpo, da 108 a 67. Il criterio di scelta? Piuttosto anomalo per un ente di eccellenza della ricerca pubblica: l’ex direttore dell’Enea, che tre anni fa ha ricevuto dal ministro Moratti il compito di riformare il Cnr dopo il commissariamento, ha guardato in primis alle dimensioni dei singoli dipartimenti. Curiosamente non alla produttività scientifica, al numero di pubblicazioni del singolo istituto o al riscontro che avevano avuto nella comunità scientifica internazionale. «Criteri che il presidente Pistella ha sempre tenuto in scarsa considerazione anche nella valutazione del lavoro dei ricercatori, apprezzando di più prodotti di minore valore scientifico ma ospitati da mostre e fiere internazionali e testimonianza concreta di quanto un istituto riesca a “vendersi” alle aziende», commenta Rino Falcone, ricercatore del Cnr e fondatore dell’Osservatorio sulla ricerca che svolge un importante lavoro di monitoraggio, raccogliendo le voci dei lavoratori della ricerca italiana. Del resto, il presidente Pistella non ha mai fatto mistero di volere una maggiore apertura del Cnr alle aziende private, spendendosi molto a favore della ricerca applicata. «E spesso a tutto discapito della ricerca pura e di base», denuncia Falcone. A testimoniarlo sono gli stessi nomi degli istituti, spesso mutuati da analoghi americani. «Come dal modello Usa - continua Falcone - è mutuato lo spoil system del Cnr dove assegnisti e precari hanno vita sempre più dura».

E non è difficile intuire perché. Basta dire che dal 2002 al 2005 i finanziamenti destinati agli enti pubblici di ricerca sono stati tagliati del 20 per cento, che il blocco delle assunzioni è stato prolungato dalla Finanziaria fino al 2007 e che, nel febbraio scorso, come se non bastasse, il governo Berlusconi ha varato un decreto che toglie al Cnr la possibilità di dare nuovi assegni di ricerca. «Spesso negli istituti del Cnr non esiste nemmeno un “organico” e quando un ricercatore va in pensione non viene sostituito, semplicemente il suo posto viene soppresso», racconta un direttore di dipartimento  che ci chiede di restare anonimo. «Avevo con me tre giovani e brillanti ricercatori - aggiunge - ma con l’attuale ristrutturazione mi vedo costretto a trovare loro una nuova collocazione nell’università o a mandarli a casa. Ed è un dolore enorme. Il sogno della ricerca fra i giovani è ancora forte, ma si sta facendo di tutto per stroncarlo». Così mentre i giovani fanno sempre più fatica ad entrare nel Cnr, la ricerca italiana si trova ad essere sempre più invecchiata, burocratizzata, e gestita in modo inappropriato. «Il professor Pistella ha portato con sé una gestione sempre più verticistica, piramidale dell’ente - rilancia Falcone -, con un forte aumento della burocrazia interna». Ma sull’accentramento dei poteri da parte di Pistella interviene anche il sindacato nazionale lavoratori della ricerca, l’Usi-Rdb Ricerca, contestandogli 122 assunzioni di ricercatori, tecnologi e collaboratori per chiamata diretta (90 per gli istituti e 32 per l’amministrazione centrale). Il provvedimento  è stato firmato dal presidente il 29 dicembre, ma il sindacato lo ha avuto solo il 13 gennaio. Insomma Pistella avrebbe forzato il blocco delle assunzioni ma non in favore di scienziati titolati o di precari. «Se fossimo stati informati di questa scandalosa chiamata diretta - dicono al sindacato - ci saremmo opposti fermamente  e avremmo chiesto la selezione pubblica, in favore degli assegnisti ma anche di altri ricercatori e collaboratori “privi di protezione”». E se a inizio anno già si alzava l’onda della protesta per i “metodi da cooptazione”, ora, dopo le nuove nomine e la riduzione degli istituti, la rivolta dei ricercatori è diventata un mare in piena. «Riordino selvaggio dell’ente», «sacco dei barbari», si legge nei fitti carteggi e in un forum estemporaneo dei ricercatori. Denunciano e promettono battaglia, chiedendo per ora di restare anonimi. «L’unico criterio che è stato usato per selezionare 67 istituti - scrive un ricercatore romano - era arrivare sotto i 70, manipolando pesi e criteri per arrivare a questo numero, prendendo di mira alcuni istituti che non si voleva rimanessero». Il fatto più grave? «Vedere che la produzione  scientifica non conta proprio nulla - risponde scoraggiato il giovane scienziato -. In questo Cnr puoi anche vincere il Nobel e aver creato un gruppo di ricerca di avanguardia, ma non è questo che conta». E qualcuno, un po’ per protesta, un po’ per rivalsa, invita a ribaltare il gioco, spingendo a verificare i curricula dei neonominati su www.isiwebofknowledge.com, l’archivio mondiale delle pubblicazioni scientifiche professionali che permette di conoscere tutte le pubblicazioni di uno scienziato e perfino tutte le volte che questi lavori sono stati citati da altri autori nella letteratura scientifica. Ma l’invito, un po’ malizioso è anche a mettere nel motore di ricerca il nome e cognome dell’attuale presidente del Cnr. Risultato? Delle 150 pubblicazioni annunciate sul sito nessuna traccia. A nome Fabio Pistella ne compaiono solo tre. E, per giunta, non particolarmente citate. 

 
< Precedente   Prossimo >
 
Federalismo, governo in bilico
Arsenico e vecchi rubinetti
L'Aquila, e la chiamano ricostruzione
La guerra di Gianfranco
Da Tangentopoli a mani sporche
Fiat, ciao Italia e grazie di tutto
Verbali volant
Protezione civile: Tremonti “azionista”
Fiat, Punto su Belgrado
Cie, diritti “sedati”
Balcani, imperialismo energetico
Agazio Loiero: «È l’ora di cambiare rotta»
Troppe attese per il nuovo Pd
Territorio, Sabina cuore di cemento
Antonio Di Pietro: Bertolaso dica ciò che sa
Gioacchino Genchi: se provano a fermarmi...
Puglia, peggio di Tangentopoli
I servitori infedeli nell’era delle stragi
Obama, la sua Africa
G8, quel che resta di Genova
L’altra faccia dell’Iran


Crociate d’Olanda
Cecenia infinita
L’incognita iraniana
Niger, colpo di Stato democratico
Usa, il domani che verrà
Messico e inferno
Dubai, sogni infranti nella sabbia
Tempo d’India
Derivati, la rivincita
Obama alla corte del Dragone
La sete di Baghdad
Chi ha paura del Balucistan
Africa, in fila per la democrazia
Di carbone e di altre sciocchezze
Un po’ di rosso sopra Berlino
Tutti pazzi per l'atomo
Chernobyl bosniaca
Kurdistan, quale futuro
Gabon, il voto sa di broglio
Afghanistan, aspettando il futuro
Duello al Sol Calante
Iraq, il bottino impossibile


Lombardo, uomo del “fare”
Preti & prede
Nome in codice Oriente
La decapitazione del Gotha
È Mafiagate
La Capitale alemanna
Lo sciopero della fame dei malati di Sla
Calvario Cucchi
Nucleare? Signorsì
Appalti, e il controllore finì sotto inchiesta
La guerra delle pale a vento
Sindona fa sempre scuola
Processi, ora Marcello ha paura
Emergenza casa, business della Chiesa
Berlusconi ha fatto un Boffo
Fiumicino, atterraggio nel Terzo mondo
I veleni di Tito Scalo
I prof di religione non danno voti
Lo Stato fallisce, la mafia fa profitti


L’essere umano al centro della politica
La Pietra dello scandalo
Ulipristal, una pillola tutta da scoprire
Un papato di passaggio
Lo scienziato che cerca l’io
L’avventura chiamata Raistereonotte
Ru486, la piccola Commissione degli orrori
Signori, non siamo la tv
In ricerca di pace
Il flusso libero di Zaha Hadid
Il logos e le donne
Joumana Haddad: donne e libertà
La fabbrica delle donne
La laicità non è una bestemmia
In cerca della Terra gemella
Quando il regime confinò il pensiero
Gobetti, libertà e rivoluzione
L’altra faccia del socialismo
Cartesiani ancora tra noi
La scelta di Rebiya
Dopo Nietzsche, Lilith
La democrazia apparente
Il Dna non è razzista
Cristianesimo, la superstizione vantaggiosa


Euro: né alto né basso, né sopra né sotto
L’autostrada della sola
Il quarto sindacato
La rivolta di Atene
Chiesa radioattiva
I furbetti della crisi
Fondi Fas, uno scippo al Mezzogiorno
Tutti gli abusi delle statistiche
Padrone di casa esentasse
La sostenibile pesantezza del debito
Dove Sacconi separa Brunetta unisce
Una morsa globale stritola la Nortel
Un milione di posti di lavoro. In meno
Innse, i guai non finiscono
Enasarco, la resistenza degli inquilini
L’Italia in paradiso. Fiscale
Fiat, con i quattrini degli altri
Luciano Gallino: il crack coi nostri soldi
I bugiardi dell’ottimismo

Ed. Altritalia soc. coop.
P.I. 06811331005
Libertà Eguaglianza Fraternità Trasformazione
LEFT Avvenimenti © 2009
 
spacer