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Cyberpopulismo, tecnocrati e “guerrilla”. Dopo il fenomeno Grillo, left è andato a vedere chi c’è dietro i siti che cercano consenso in Internet
di Alessandro De Pascale

In Italia si stima che esistano circa 500.000 blog, in grado, secondo i dati del Sole 24 ore, di attrarre 7,8 milioni di lettori. Un vero e proprio boom, soprattutto a sinistra dato che circa due terzi delle pagine dedicate alla politica sarebbero più vicine alla maggioranza, contro un 27 per cento dell’opposizione. Questi i dati di una ricerca della London School of Economics su un campione di oltre 1.300 blogger italiani. Dallo studio è anche emerso che più della metà non sono iscritti a nessun partito. Finita l’epoca della controinformazione di sinistra stile Indymedia, l’unico vero spazio organizzato della rete è TocqueVille: un social network promosso qualche anno fa da Ideazione che riunisce più di mille blogger di centrodestra, di cui molti esponenti di An. Dal lato opposto, l’unica reunion di blogger simile è Kilombo, vicina alla sinistra radicale, che mette insieme poco più di 400 blogger. Insomma i partiti politici e i loro seguaci, a differenza di altri Paesi europei e degli stessi Stati Uniti, utilizzano ancora la rete principalmente come mezzo di propaganda in periodo elettorale o come strumento per fare opposizione. Da qui il proliferare in questi mesi di pagine che raggruppano blog e siti di centrodestra, fenomeno che solo pochi anni fa aveva visto nascere la controinformazione di sinistra.

Il blog di Beppe Grillo, si sa,
è il dodicesimo più visitato al mondo. Il primo degli italiani nella classifica mondiale. Un successo, calcolando che oltre ai 150.000 visitatori giornalieri diretti ce ne sono moltissimi altri che leggono i post del comico genovese attraverso siti o blog collegati (che sono circa 30mila), in gergo informatico gli inbound-link. Ma questo successo potrebbe non essere tutta farina del suo sacco. In fondo alle pagine del suo blog troviamo la scritta “credits: Casaleggio”. Dietro questo nome si celano i creatori del sito. La Casaleggio Associati è una società milanese fondata nel 2004 che si occupa di strategie di rete, economia digitale e “indirizzi aziendali legati a internet”. Fondato da Gianroberto Casaleggio nel 2004, il gruppo ha importato anche in Italia strategie web già rodate da società americane, che non si occupano semplicemente della realizzazione di siti internet ma manipolano l’opinione pubblica attraverso operazioni di “marketing virale” e “guerrilla advertising”. Dopo anni di contestazioni, le multinazionali hanno imparato che il modo migliore per affermare il proprio punto di vista è stare in disparte e lasciare che a sostenerlo siano i comuni cittadini: il “marketing virale” prende spunto dalla capacità di un virus di espandersi nella popolazione, puntando sulla capacità di trasmettere un messaggio a un numero sempre maggiore di utenti finali. Anche il “guerrilla advertising” gioca sulla capacità di un utente di far “girare” un messaggio in rete e si basa sull’originalità con cui viene inviato il messaggio e si divide in tre distinte fasi: conquistare l’attenzione dell’internauta, intensificare le azioni, consolidare il rapporto. Sul sito della Casaleggio ci sono pubblicazioni destinate a diverse tipologie di mercato, dai produttori di mobili ai partiti politici. A questi ultimi, il gruppo consiglia di comunicare con i cittadini senza intermediari, di promuovere le attività delle sezioni locali e dei loro candidati, di fare pressioni politiche con iniziative di coinvolgimento attivo del pubblico e di costruire programmi politici assieme agli elettori. Stranamente proprio quello che sta accadendo con i meetup grilliani. Il blog di Grillo funziona praticamente da “catalizzatore” e fornitore di materiali. I meetup sono le sezioni locali e il coinvolgimento attivo è la raccolta di firme. Il tutto senza intermediazione.

Antonio Di Pietro è il primo politico italiano ad avere un blog targato Casaleggio. Visitandolo è inquietante quanto i due blog siano simili. I due “template” (schemi, modelli, font) sono identici. Uno spazio con cui il ministro internauta aggiorna i cittadini sui temi politici più importanti. Di Pietro ama molto il web e lo utilizza parecchio. Dopo ogni riunione del Consiglio dei ministri “posta” quasi in tempo reale un video di resoconto sul più grande catalizzatore di video della rete, You Tube. Contenuti che hanno accolto un buon riscontro di pubblico venendo visti da 200.000 utenti. È anche l’unico politico insieme a Gianfranco Miccichè, presidente dell’Assemblea regionale siciliana ad avere una sua isola su Second Life, il mondo virtuale con milioni di “residenti”.
Anche le liste civiche nazionali grilliane non sono cosa nuova. Il loro sito (www.listacivicanazionale.it) è stato registrato il 23 maggio del 2007 a nome della cooperativa Ekoes di Domenico Andrea Laguardia che si presenta come un’azienda web che si occupa di comunicazione multimediale e di organizzazione di eventi. Tra i suoi clienti figurano il ministero della Pubblica Istruzione, la Legacoop e Carlo Antonio Fayer, eletto nel 2006 per la seconda volta in Consiglio comunale a Roma con la lista civica per Veltroni. Quindi è dalla primavera 2007 che in rete c’è il progetto di questa lista civica promossa da Beppe Grillo, Elio Veltri (legato a Di Pietro dai tempi di Tangentopoli), Marco Travaglio, Pancho Pardi (un fondatore dei Girotondi) e Roberto Alagna, consigliere comunale di Roma dal 2001, nonché uno dei promotori della lista civica grilliana di cui è coordinatore nazionale.

Anche Prodi aveva aperto un suo blog (il blog del Presidente), durato sei settimane e chiuso poco prima delle ultime elezioni regionali. Spiegando la prematura chiusura dopo due soli post ha detto che avrebbe voluto scrivere solo personalmente sul blog, ma non essendo possibile per problemi di tempo preferiva concludere questa esperienza. Il ministro Mastella continua invece quotidianamente a tenere il suo diario on line. Trovando il tempo di rispondere ogni giorno alle provocazioni di Grillo. Da segnalare tra le novità on line, anche l’apertura del sito Partitodemocratico.it, nato sulle ceneri di Ulivo.it. Intanto le altre due metà della neo formazione politica continuano a rimanere in rete con siti autonomi: Margheritaonline.it e Dsonline.it. Ma l’annunciata nascita del nuovo partito e la corsa alle primarie ha portato alla nascita dei siti, blog e forum dei sei candidati. L’uomo da battere è sicuramente Veltroni, che ha aperto il suo Lanuovastagione.it, un portale che ricorda molto nella grafica quello di Sègolène Royal, la candidata socialista per le presidenziali francesi. Ma in molti di questi siti sembra che il contatto con gli elettori in verità sia temuto. C’è ancora molta strada da fare in Italia per la Web Politic, dato che da noi la politica va in rete quasi solo per fare propaganda.

28 settembre 2007 

 
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