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La settimana del 9 marzo |
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SPAGNA Arresti domiciliari per un militante dell’Eta Il governo spagnolo ha concesso gli arresti domiciliari al terrorista dell’Eta Iñaki de Juana Chaos, in sciopero della fame dal 7 novembre. La stampa spagnola è divisa tra chi accusa il primo ministro Zapatero di aver ceduto al ricatto dei terroristi e chi ricorda che è meglio avere un terrorista vivo piuttosto che un martire. «Il ricatto subìto dal governo è diventato evidente quando il terrorista ha annunciato la fine delle sciopero della fame una volta arrivato a San Sebastián. Per questo è inconsistente la spiegazione fornita dal ministro dell’Interno Alfredo Pérez Rubalcaba che ha giustificato gli arresti domiciliari per “ragioni umanitarie”», attacca El Mundo. È vero, scrive El País, «si tratta di una decisione impopolare, come tutte quelle favorevoli agli etarra condannati per omicidio. Molto probabilmente i domiciliari sono stati accordati grazie al ricatto dello sciopero della fame. Tuttavia chi critica questa decisione avrebbe criticato anche quella di farlo morire in carcere, con effetti facili da immaginare». Il catalano La Vanguardia apprezza lo sforzo del governo per applicare correttamente la legge: «Tutti sappiamo che la carriera criminale di de Juana Chaos suscita indignazione e orrore nella società spagnola. Ma la riflessione sulla necessità di inasprire le pene in casi così estremi non deve mescolarsi con la rigorosa applicazione della legge».
GERMANIA Un giornale tedesco per gli europei È nato The German Times, un giornale in inglese che racconta la Germania agli europei. «Il mensile», scrive Katrin Wilkens su Die Welt, «si propone come un giornale parlamentare, cioè un mezzo d’informazione che spieghi ai 7.265 parlamentari di tutti i Paesi membri dell’Unione Europea qual è la posizione della Germania su alcune questioni d’interesse internazionale». Solo il 50 per cento dei contenuti viene prodotto dalla piccola redazione berlinese del mensile, continua Wilkens. Il resto è formato da una selezione di articoli tratti dai migliori giornali tedeschi, per esempio la Süddeutsche Zeitung o la Frankfurter Allgemeine Zeitung, o dai contributi di giornalisti free lance. Il criterio per la scelta dei testi è la qualità, non la linea del giornale, che accoglie posizioni di tutte le parti politiche.
GRAN BRETAGNA Il successore laburista «Gordon Brown deve guadagnarsi il diritto a succedere a Tony Blair. Solo dopo aver vinto la sfida per la leadership del partito laburista potrà avere la necessaria autorità per sfidare David Cameron». Mentre si avvicina l’annunciata uscita di scena del premier britannico, il Times torna a commentare il modo in cui i laburisti si preparano alla nomina del futuro primo ministro. E lamenta l’assenza di sfidanti in grado di competere con il candidato designato a prendere il posto di Blair, il cancelliere Gordon Brown. «I rappresentanti della sinistra John McDonnel e Michael Meacher non sono oppositori credibili e David Miliband, l’uomo dei blairiani, non ha ancora sciolto le riserve. Per ora non c’è nessuno in grado di raccogliere l’appoggio di 45 deputati, necessario per presentare una candidatura alternativa. Nemmeno Charles Clarke o Alan Milburn». Secondo il Guardian il Labour dovrebbe occuparsi di politica invece di perdere tempo in discussioni. «Nel partito c’è un preoccupante vuoto di potere tra due leader: uno ha fatto il suo tempo, mentre l’altro non vuole svelare i suoi progetti per quando sarà alla guida del Paese. Così i deputati laburisti sono in preda all’incertezza e all’immobilismo». Il premier designato dà l’impressione di credere che la leadership gli spetti di diritto: «Nel partito, oggi è lui ad avere il comando. Ma in democrazia chi detiene il potere non può sottrarsi ad alcune responsabilità. Per questo Gordon Brown deve rendere pubbliche le sue posizioni politiche». |
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