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la notizia al centro,
il cuore a sinistra.

Dir. responsabile: Donatella Coccoli Dir. editoriale: Ilaria Bonaccorsi
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Dall’esperienza di Avvenimenti nasce Left.
Questo passaggio ci ha permesso di ripensare la nostra linea editoriale e le nostre ambizioni. Left per noi vuol dire fatti, notizie, cose accadute. La notizia è il fatto, non il suo commento. Questo significa cercare, fare inchieste, conoscere. E poi narrare. Cercheremo (a parte questa breve dichiarazione di intenti) di non scriverci addosso, usando un linguaggio essenziale, separando i “fatti” dalle “opinioni”.
Ma la novità non sarà solo nella cifra stilistica, nella nuova grafica, nelle foto dei migliori fotoreporter di oggi. La novità riguarderà anche e soprattutto i contenuti e la coerenza con cui vorremmo sviluppare i valori e i principi che ci siamo dati.


Left è una parola dai molti significati.
Vuol dire sinistra, certo, senza aggettivi. Non radicale, o alternativa. Vuol dire cose lasciate, dimenticate dai media di massa. Ma nel nostro caso fa riferimento, in particolare, all’acronimo di Libertà Eguaglianza  Fraternità,  le tre parole simbolo della Rivoluzione Francese a cui la storia non ha regalato un senso reale. Contenitori vuoti, promesse non mantenute, parole che non sono ancora state trasformate in idee. Per questa Trasformazione vogliamo lavorare.
Vogliamo metterci dalla parte dei bambini, delle donne, degli uomini: rimettere gli esseri umani al centro dell’analisi dei processi sociali, politici, economici, finanziari e culturali. Vogliamo raccontare la politica e la guerra dalla parte di chi le subisce. Ma anche la cultura contemporanea e l’informazione, perché i messaggi che veicolano possono essere più violenti delle aggressioni armate.
La mistificazione, le bugie, la ripetizione e la diffusione di una cultura vecchia ed opprimente avvelenano la vita delle persone più dei veleni che respiriamo nelle nostre città quando non piove da troppo tempo.
Polveri sottili di cultura disumana si insinuano nei nostri polmoni e generano il cancro della convinzione che quello che ci circonda è “necessario” e “normale”: la guerra, la corruzione, la distruzione dell’ambiente, la stupidità delle istituzioni, la violenza di idee antiche che negano agli esseri umani la possibilità di essere felici. Tutto questo, pensiamo, non è né normale né necessario.


Noi siamo convinti che un mondo migliore sia veramente possibile.
Left vuole parlare di questo, del mondo (modello di sviluppo) nuovo e possibile. In tutti i campi, dalla politica internazionale all’economia sostenibile, dalla scienza ai rapporti umani. Le energie e le idee nuove ci sono. Vogliamo cercarle, conoscerle, raccontarle.
Non ci occuperemo solo dei bisogni (la casa, il lavoro, la salute, la giustizia) ma cercheremo di concentrare la nostra attenzione anche sulle esigenze, sulle  nuove domande che vanno emergendo fra i cittadini.
Vogliamo separarci dalla consuetudine del giornale che trita le notizie (le storie), che le usa e poi le getta. Torneremo sulle storie e sui luoghi raccontati, per costruire una rivista che propone un “viaggio”, che costruisce rapporti e poi li coltiva e li nutre di attenzione. Cercheremo un ascolto attento e costante alle nuove culture che sorgono dal “basso”, ai movimenti, all’associazionismo di base, ai sindacati.
E faremo anche un giornale utile, con pagine di servizio, calendari, segnalazioni e proposte concrete. Pochi ma fondamentali valori ci guideranno in questo viaggio: il rifiuto della violenza, la laicità dello Stato, la libertà delle donne di determinare ogni aspetto della propria vita. L’informazione, perché sia libera e onesta. La Giustizia, perché un sistema giudiziario efficiente e giusto è elemento essenziale di una società civile. Il lavoro, perché avere un lavoro dignitoso è uno dei cardini di una società civile. E perché flessibilità e precarietà non sono la stessa cosa. Lo stato sociale, in difesa del vero segno distintivo del “modello  europeo”. Per la conoscenza e la comprensione di altre culture, religioni e visioni del mondo. Per la ricerca e la realizzazione di un modello di sviluppo nuovo, non distruttivo e sostenibile.
Molte delle nostre ambizioni forse rimarranno tali. Costruire la rivista che sogniamo richiederà tempo e lavoro. Fateci notare i nostri errori e rimproverateci quando perdiamo la rotta.

Il nostro viaggio inizia oggi. Facciamolo insieme.

 
 
L'Aquila, e la chiamano ricostruzione
La guerra di Gianfranco
Da Tangentopoli a mani sporche
Fiat, ciao Italia e grazie di tutto
Verbali volant
Protezione civile: Tremonti “azionista”
Fiat, Punto su Belgrado
Cie, diritti “sedati”
Balcani, imperialismo energetico
Agazio Loiero: «È l’ora di cambiare rotta»
Troppe attese per il nuovo Pd
Territorio, Sabina cuore di cemento
Antonio Di Pietro: Bertolaso dica ciò che sa
Gioacchino Genchi: se provano a fermarmi...
Puglia, peggio di Tangentopoli
I servitori infedeli nell’era delle stragi
Obama, la sua Africa
G8, quel che resta di Genova
L’altra faccia dell’Iran


Crociate d’Olanda
Cecenia infinita
L’incognita iraniana
Niger, colpo di Stato democratico
Usa, il domani che verrà
Messico e inferno
Dubai, sogni infranti nella sabbia
Tempo d’India
Derivati, la rivincita
Obama alla corte del Dragone
La sete di Baghdad
Chi ha paura del Balucistan
Africa, in fila per la democrazia
Di carbone e di altre sciocchezze
Un po’ di rosso sopra Berlino
Tutti pazzi per l'atomo
Chernobyl bosniaca
Kurdistan, quale futuro
Gabon, il voto sa di broglio
Afghanistan, aspettando il futuro
Duello al Sol Calante
Iraq, il bottino impossibile


Lombardo, uomo del “fare”
Preti & prede
Nome in codice Oriente
La decapitazione del Gotha
È Mafiagate
La Capitale alemanna
Lo sciopero della fame dei malati di Sla
Calvario Cucchi
Nucleare? Signorsì
Appalti, e il controllore finì sotto inchiesta
La guerra delle pale a vento
Sindona fa sempre scuola
Processi, ora Marcello ha paura
Emergenza casa, business della Chiesa
Berlusconi ha fatto un Boffo
Fiumicino, atterraggio nel Terzo mondo
I veleni di Tito Scalo
I prof di religione non danno voti
Lo Stato fallisce, la mafia fa profitti


L’essere umano al centro della politica
La Pietra dello scandalo
Ulipristal, una pillola tutta da scoprire
Un papato di passaggio
Lo scienziato che cerca l’io
L’avventura chiamata Raistereonotte
Ru486, la piccola Commissione degli orrori
Signori, non siamo la tv
In ricerca di pace
Il flusso libero di Zaha Hadid
Il logos e le donne
Joumana Haddad: donne e libertà
La fabbrica delle donne
La laicità non è una bestemmia
In cerca della Terra gemella
Quando il regime confinò il pensiero
Gobetti, libertà e rivoluzione
L’altra faccia del socialismo
Cartesiani ancora tra noi
La scelta di Rebiya
Dopo Nietzsche, Lilith
La democrazia apparente
Il Dna non è razzista
Cristianesimo, la superstizione vantaggiosa


Euro: né alto né basso, né sopra né sotto
L’autostrada della sola
Il quarto sindacato
La rivolta di Atene
Chiesa radioattiva
I furbetti della crisi
Fondi Fas, uno scippo al Mezzogiorno
Tutti gli abusi delle statistiche
Padrone di casa esentasse
La sostenibile pesantezza del debito
Dove Sacconi separa Brunetta unisce
Una morsa globale stritola la Nortel
Un milione di posti di lavoro. In meno
Innse, i guai non finiscono
Enasarco, la resistenza degli inquilini
L’Italia in paradiso. Fiscale
Fiat, con i quattrini degli altri
Luciano Gallino: il crack coi nostri soldi
I bugiardi dell’ottimismo

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