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Dall’esperienza di Avvenimenti nasce Left. Questo passaggio ci ha permesso di ripensare la nostra linea editoriale e le nostre ambizioni. Left per noi vuol dire fatti, notizie, cose accadute. La notizia è il fatto, non il suo commento. Questo significa cercare, fare inchieste, conoscere. E poi narrare. Cercheremo (a parte questa breve dichiarazione di intenti) di non scriverci addosso, usando un linguaggio essenziale, separando i “fatti” dalle “opinioni”. Ma la novità non sarà solo nella cifra stilistica, nella nuova grafica, nelle foto dei migliori fotoreporter di oggi. La novità riguarderà anche e soprattutto i contenuti e la coerenza con cui vorremmo sviluppare i valori e i principi che ci siamo dati.
Left è una parola dai molti significati. Vuol dire sinistra, certo, senza aggettivi. Non radicale, o alternativa. Vuol dire cose lasciate, dimenticate dai media di massa. Ma nel nostro caso fa riferimento, in particolare, all’acronimo di Libertà Eguaglianza Fraternità, le tre parole simbolo della Rivoluzione Francese a cui la storia non ha regalato un senso reale. Contenitori vuoti, promesse non mantenute, parole che non sono ancora state trasformate in idee. Per questa Trasformazione vogliamo lavorare. Vogliamo metterci dalla parte dei bambini, delle donne, degli uomini: rimettere gli esseri umani al centro dell’analisi dei processi sociali, politici, economici, finanziari e culturali. Vogliamo raccontare la politica e la guerra dalla parte di chi le subisce. Ma anche la cultura contemporanea e l’informazione, perché i messaggi che veicolano possono essere più violenti delle aggressioni armate. La mistificazione, le bugie, la ripetizione e la diffusione di una cultura vecchia ed opprimente avvelenano la vita delle persone più dei veleni che respiriamo nelle nostre città quando non piove da troppo tempo. Polveri sottili di cultura disumana si insinuano nei nostri polmoni e generano il cancro della convinzione che quello che ci circonda è “necessario” e “normale”: la guerra, la corruzione, la distruzione dell’ambiente, la stupidità delle istituzioni, la violenza di idee antiche che negano agli esseri umani la possibilità di essere felici. Tutto questo, pensiamo, non è né normale né necessario.
Noi siamo convinti che un mondo migliore sia veramente possibile. Left vuole parlare di questo, del mondo (modello di sviluppo) nuovo e possibile. In tutti i campi, dalla politica internazionale all’economia sostenibile, dalla scienza ai rapporti umani. Le energie e le idee nuove ci sono. Vogliamo cercarle, conoscerle, raccontarle. Non ci occuperemo solo dei bisogni (la casa, il lavoro, la salute, la giustizia) ma cercheremo di concentrare la nostra attenzione anche sulle esigenze, sulle nuove domande che vanno emergendo fra i cittadini. Vogliamo separarci dalla consuetudine del giornale che trita le notizie (le storie), che le usa e poi le getta. Torneremo sulle storie e sui luoghi raccontati, per costruire una rivista che propone un “viaggio”, che costruisce rapporti e poi li coltiva e li nutre di attenzione. Cercheremo un ascolto attento e costante alle nuove culture che sorgono dal “basso”, ai movimenti, all’associazionismo di base, ai sindacati. E faremo anche un giornale utile, con pagine di servizio, calendari, segnalazioni e proposte concrete. Pochi ma fondamentali valori ci guideranno in questo viaggio: il rifiuto della violenza, la laicità dello Stato, la libertà delle donne di determinare ogni aspetto della propria vita. L’informazione, perché sia libera e onesta. La Giustizia, perché un sistema giudiziario efficiente e giusto è elemento essenziale di una società civile. Il lavoro, perché avere un lavoro dignitoso è uno dei cardini di una società civile. E perché flessibilità e precarietà non sono la stessa cosa. Lo stato sociale, in difesa del vero segno distintivo del “modello europeo”. Per la conoscenza e la comprensione di altre culture, religioni e visioni del mondo. Per la ricerca e la realizzazione di un modello di sviluppo nuovo, non distruttivo e sostenibile. Molte delle nostre ambizioni forse rimarranno tali. Costruire la rivista che sogniamo richiederà tempo e lavoro. Fateci notare i nostri errori e rimproverateci quando perdiamo la rotta.
Il nostro viaggio inizia oggi. Facciamolo insieme.
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