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La settimana del 2 marzo Stampa E-mail
GRAN BRETAGNA
Tennis e parità dei sessi

Dalla prossima estate le tenniste che vinceranno il torneo di Wimbledon avranno finalmente un premio uguale a quello ottenuto dai tennisti uomini. Finisce così «una vergogna cominciata 39 anni fa», scrive il Guardian, «quando Billie Jean King ricevette un assegno più basso di due terzi di quello del vincitore del torneo maschile, Rod Laver. Anche se la differenza è scesa, la distinzione confermava il minor valore attribuito alle donne». Una differenza sempre meno giustificata dall’idea che i match femminili siano più brevi e meno entusiasmanti. I successi delle sorelle Williams e della Navratilova stanno lì a dimostrarlo. Per questo conclude il giornale, forse bisognerebbe considerare «l’ipotesi di match misti. In questo modo il tennis potrebbe diventare finalmente uno sport di vera eguaglianza tra i sessi». The Independent sottolinea che la decisione di Wimbledon ha coinciso con la giornata dell’Equal pay voluta dai Socialisti europei: «Può sembrare strano preoccuparsi delle discriminazioni nei compensi ricevuti da pochi atleti e atlete strapagate. Ma questa discriminazione riguarda l’intera società, dai più ricchi ai più poveri. Oggi le donne sono presenti in tutte le professioni. Ma sono poco coscienti dei loro diritti in materia di carriera, maternità e parità di stipendio».

FRANCIA
Tra Royal e Sarkozy

«François Bayrou è un uomo simpatico, coraggioso e colto. È l’erede naturale di François Mitterand e Jean-François Kahn. Sembra un centrista dal cuore tenero ma in realtà è un duro ambizioso», scrive Laurent Joffrin su Libération. Man mano che ci si avvicina alla scadenza elettorale del 22 aprile, la stampa francese si concentra sempre di più sul candidato centrista dell’Union pour la démocratie française (Udf) François Bayrou. «Dopo un inizio di campagna elettorale sottotono, Bayrou ha capito che bisogna uscire allo scoperto. Infatti ci avviciniamo all’ora della verità e ancora ci chiediamo: “Chi è Bayrou?”. Finora è stato il “signor né-né”: né Ségolène Royal né Nicolas Sarkozy. Prima o poi, però dovrà decidersi e sposare il liberalismo conservatore o la socialdemocrazia rinnovata». Intanto, come sottolinea Le Monde, il rappresentante dell’Udf raccoglie sempre più consensi. Molte persone intervistate dal quotidiano hanno dichiarato di essere stanche delle solite divisioni tra destra e sinistra e di essere disposte a dare la loro preferenza proprio al terzo candidato. Si discute di Bayrou anche dall’altra parte della Manica. In Gran Bretagna Marcel Berlins, scrivendo sul Guardian, invita i lettori britannici a tenerlo d’occhio: «Metà della Francia odia Sarkozy, l’altra metà detesta Royal. Proprio per questo sarà Bayrou a spuntarla».

SPAGNA
Niente divieto di alcol ai minori

«La pressione esercitata dai partiti politici e da alcuni settori dell’economia ha fatto saltare il progetto di legge che intendeva limitare l’accesso dei minori all’alcol». Come racconta El País la ministra della Sanità Elena Salgado ha annunciato che il governo e il dicastero da lei guidato avevano deciso di sospendere l’iter del provvedimento. «Quando un governo – commenta Abc – porta un progetto di legge fino all’estremo corre il rischio che la sua ostinazione gli si rivolti contro». Secondo il quotidiano è proprio quello che è successo con le nuove norme sul consumo di alcol, fortemente volute dalla ministra Salgado, «vittima della sua stessa arroganza». Critiche ai metodi usati arrivano da El Mundo: «Non è necessario essere dei fini analisti per capire che la marcia indietro del governo è un atto di saggezza politica in extremis. Zapatero ha preferito obbligare Salgado a cedere invece di insistere con una legge letale per il settore del vino e che nelle regioni produttrici sarebbe costata cara al Psoe in termini elettorali».
 
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