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La settimana del 23 febbraio Stampa E-mail
GRAN BRETAGNA
Stop ai pedaggi
Il ministro dei Trasporti britannico, Douglas Alexander, è stato chiaro: «Se gli automobilisti non saranno d’accordo con l’istituzione di pedaggi sulle strade, il progetto non sarà realizzato». Come spiega l’Independent, «il governo ha sostenuto a lungo l’idea di far pagare un pedaggio sulle arterie più trafficate, ma improvvisamente sembra voler fare marcia indietro: il motivo è una petizione on line che ha raccolto più di un milione di firme». «Invece di questo sciocco provvedimento - scrive sul Times Libby Purves - il governo avrebbe potuto prendere un’infinità di piccole misure per migliorare il trasporto pubblico e rendere i britannici meno dipendenti dall’auto». Critico anche il Daily Telegraph: «I progetti presentati sono impossibili da mettere in pratica e il New Labour si sta prendendo gioco dei britannici che hanno firmato la petizione».

Leader laburista cercasi
«Presto i deputati laburisti saranno chiamati a nominare una rosa di candidati tra i quali i membri del partito sceglieranno il prossimo premier. Saranno in grado di offrire un progetto politico nuovo?». A porsi la domanda è il deputato laburista Frank Field in un intervento sul Guardian. «Il Labour è stato controllato dal duopolio Blair-Brown negli ultimi 13 anni. Oggi dovrebbe avere il coraggio di saltare una generazione e scegliere un leader giovane». Secondo Field, la maggioranza del partito intende invece puntare su Gordon Brown, per ripagare un vecchio debito contratto quando il cancelliere si fece da parte per favorire Blair. Una scelta miope. «Non è possibile affidarsi all’uomo che ha gestito la politica interna ed economica per dieci anni. Serve un candidato giovane, non legato al passato: il nome giusto è quello di David Miliband, attuale ministro dell’Ambiente».

BELGIO
Google in causa
Continua la battaglia tra la stampa belga e il motore di ricerca Google. Come spiega Le Monde, «un anno fa Copiepresse, organizzazione che riunisce un gruppo di 17 editori belgi, ha fatto causa a Google, accusando il sito di diffondere senza autorizzazione fotografie e articoli pubblicati su 18 diversi giornali». L’obiettivo era fare in modo che Google News chiedesse l’autorizzazione prima di pubblicare gli articoli e pagasse il compenso dovuto. «Il 5 settembre 2006 un tribunale di Bruxelles ha condannato Google.be per violazione del diritto d’autore». Nei giorni scorsi la giustizia ha dato nuovamente ragione a Copiepresse, anche se ha ridotto le sanzioni contro Google. «Forte del recente successo, l’organizzazione degli editori ha deciso di intentare un’azione legale anche contro Yahoo e Microsoft», racconta La Tribune.

GERMANIA
Manifestanti affittasi
«Ai tedeschi che ricordano il glorioso 1968, quando gli studenti scendevano in piazza per protestare contro le ingiustizie, la Germania del 2007 deve sembrare molto diversa». Come racconta Der Spiegel, «quello che un tempo i ragazzi facevano per passione, ora lo fanno per soldi: Erento, una compagnia di Berlino che offre servizi a noleggio, ha aggiunto al suo catalogo “il manifestante a pagamento”». Per circa venti euro l’ora, si può disporre di una persona che sfilerà, agiterà striscioni e urlerà slogan con ardore e convinzione. I manifestanti a noleggio sono liberi di scegliere condizioni e tariffe, mentre la compagnia si prende il 4,9 per cento dei guadagni. E a chi accusa Erento di scarso senso etico, un portavoce fa notare che «le manifestazioni neonaziste o ispirate a qualunque tipo di discriminazione sono escluse».
 
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Chernobyl bosniaca
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Gabon, il voto sa di broglio
Afghanistan, aspettando il futuro
Duello al Sol Calante
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Lo scienziato che cerca l’io
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Signori, non siamo la tv
In ricerca di pace
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Gobetti, libertà e rivoluzione
L’altra faccia del socialismo
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La scelta di Rebiya
Dopo Nietzsche, Lilith
La democrazia apparente
Il Dna non è razzista
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Il quarto sindacato
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Un milione di posti di lavoro. In meno
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