Una settimana di follia, tra crisi coniugali doc e morti ammazzati allo stadio.di Andrea Salerno
Ebbene sì, cari amici. Ci siamo arrivati. L’Italia è una repubblica situazionista fondata sull’alloro. Su quello passato e su quello conquistato ogni giorno sulle pagine dei giornali, nei talk della tv, sui banner di internet. Il detto «voglio proprio vedere come va a finire» ha perso ogni fondamento. Il fondo è toccato e scavare impossibile.
Il tremendo uno-due offerto dal carteggio Veronica Lario-Berlusconi e dalla crisi violenta del calcio ha reso limpido ed evidente che il nostro Paese, inteso come comunità culturale e sociale, è andato a carte quarantotto. E non si fa in tempo a scrivere queste poche righe che la radio manda a loop, cioè ad oltranza, l’ultima sentenza di un ex presidente del Consiglio e la sua folgorante analisi politica: «I gay stanno tutti dall’altra parte». Il problema non sono più le notizie o quelle che vengono considerate tali (sì, la lettera di Veronica Lario è una notizia e bene ha fatto Repubblica a darle spazio). Ma è il dibattito che ne segue - su tutti i media - a mostrare il segno della decadenza, a mostrare che come peraltro aveva scritto Pietro Citati sullo stesso quotidiano diretto da Ezio Mauro la settimana precedente, gli italiani hanno perso il senso dell’autorità, dell’autorevole, in pratica ogni punto di riferimento.
Alcuni esempi (gli altri li trovate qui vicino). Lidia Ravera sull’Unità: «Il senso della lettera mi piace, sottoscrivo ogni riga. è un buon segno. In attesa che Hillary diventi presidente degli Stati Uniti, che Ségolène dia del filo da torcere a Sarkozy e che Miriam Mafai diventi presidente della Repubblica, ci godiamo la ribellione delle mogli, la loro sacrosanta decisione di tutelare la propria dignità di persone». Annamaria Bernardini De Pace sul Giornale: «Finalmente la dignità è una notizia». Sergio Romano sul Corsera: «La protesta della moglie offesa è in realtà quella che molti italiani potrebbero indirizzare, sia pure in altri termini e per altre ragioni, al leader di Forza Italia». La Stampa di Torino: «Cecilia, Segolene, Hillary. Scocca l’ora del club delle mogli». Insomma, i commenti seri non vengono lesinati. Francesco Merlo addirittura, sul foglio fondato da Eugenio Scalari, quello che per molti rappresenta o rappresentava l’ultima chiesa della cultura democratica e laica del Paese, in un editoriale di prima pagina definisce la lettera «scandalo pasoliniano che un Silvio intenerito e spaventato ha invece trasformato, come era ovvio, in una banalità da Vita in diretta». Effettivamente l’autorità è saltata. Pasoliniano? Ma dov’è Pasolini? Che c’entra? Che vuol dire? Perché? Allora c’è più Pasolini, quello di Salò per intenderci, nelle foto di Dagospia che documentano il disastro italiano senza pietà - che mostrano la cocaina e il rimmel che gocciola, il trucco dei salotti dove destra e sinistra si dividono il buffet - che in quelle righe per avvocati divorzisti dai compensi milionari.
E come spiegare a uno straniero, ad un minore, a un adolescente, agli italiani all’estero del perché la prima dichiarazione su quella fottuta lettera (un Ansa del 31 gennaio ore 11 e 27) era del sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, uno dei filosofi più importanti e apprezzati del nostro Paese. O del perché a ruota, ministri, deputati, senatori e semplici battitori liberi, abbiano inondato ogni media di dichiarazioni e commenti, dalle analisi più semplici a quelle più complesse che tiravano in campo i cambiamenti antropologici degli italiani, la trasformazione del sistema politico e quant’altro. E che tutte le reti televisive, pubbliche e private hanno messo in piedi i loro spazi di approfondimento giornalistico, gli stessi nei quali si dibatte un giorno di Cogne o Erba, del bipartitismo imperfetto, di Manuale d’amore 2 e della violenta crisi afgana, per arricchire la conoscenza dell’opinione pubblica. E giù di Matrix con la Palombelli, Vespa con Crepet, Mannoni con il resto: tutti a parlare di Silvio e Veronica. E nessuno storca il naso: sono questioni che sembrano futili ma che in realtà, badate bene, sotto sotto, raccontano il Paese reale, ci fanno capire chi siamo e dove andiano, fanno scendere l’informazione da quel piedistallo autorevole per comprendere veramente la gente. E se non, smettete di chiedervi perché i giornali non si vendono e i libri neppure. D’altra parte anche Piero Fassino in tv ha spiegato qualche giorno dopo che guardando il Grande Fratello si capisce l’Italia: avanti con il Partito democratico senza indugi, che è democratico anche perché mangia McDonald, veste Dolce, e guarda Bulli e pupe.
Il caso è giusto e tutti a parlare. Sono intervenuti sulla questione in ordine di dichiarazione le signore e i signori: Cacciari, Fiorello, Polito, Bonsanti, Calderoli, Mura Silvana deputata dell’Italia dei valori, Bimbi Franca presidente della Commissione politiche europee della Camera, Melandri Giovanna, Santelli Jole, Storace, Pollastrini, Prati Pamela, Bertinotti, Bellillo, la madre della Lario, Magistrelli Marina senatrice, Burani, Giovanardi, Baget Bozzo, Fiorella Kostoris sposata Padoa Schioppa, Bonino, Mancini Giacomo, La Loggia, Arcidonna, Ghedini avvocato, Binetti, Formisano, Luxuria, Fini, Tonini cardinale, Mazzoni, Apicella, Sircana Silvio portavoce di Prodi, Casellati, Dunne scrittrice irlandese, Ardant Fanny, Cassola, il Tapiro di Striscia, la segretaria di Veronica, Benigni… più i molti commenti scritti. Inutile citarli tutti ma, credeteci, lo sforzo di analisi è stato grande. Come si conviene alle questioni di fondamentale importanza, chessò le Torri gemelle, la guerra in Afghanistan. Nulla è stato trascurato.
Poi basta un nulla e un’altra nuova fa breccia nel reality, nella maldicenza elevata a specchio di una nazione. è un pomeriggio qualsiasi a Catania. Strano, si gioca a calcio il venerdì perché la domenica c’è la festa di Sant’Agata. Derby Catania-Palermo. Lo stadio è uno stadio normale, la tensione quella di tutte le domeniche, la polizia tanta come al solito e gli scontri pure. Ma stavolta purtroppo ci scappa il morto che distrae la moviola e la stampa dagli errori dell’arbitro e la questione si impone. Le penne si ristappano, la tv si riaccende, le opinioni si sprecano. Ora il dibattito riguarda gli adolescenti e la sicurezza negli stadi, servono segnali forti e il campionato va sospeso. Su questi ingredienti reali riparte il grande circo virtuale e situazionista, tutti fanno la loro parte con la stessa dovizia. Chi aveva scritto per commentare le pene d’amore di una donna come le altre sposata ad un politico ora si occupa o di vedove o di antropologia dello sport. Che lo «scandalo pasoliniano» continui e giù con opinioni in libertà. Baudo contro il Papa, Matarrese contro il buon senso, il rugby meglio del football e così via. E’ l’Italia bellezza, è saltato il tappo (Berlusconi) ma lo stagno non si è vuotato. Siamo ancora tutti lì a nuotare nello stile che ci ha insegnato. Così nessuna meraviglia, nessun passatismo. La modernità è fatta così, è fatta di cocaina consumata a chili, è fatta di fiction che usano pezzi di storia a casaccio e nessuno che si indigni più per nulla. La lettera usata per il film di Exodus non era
quella giusta? Abbiamo pianto su parole che erano state dedicate ad altro? Ma non fa nulla che volete che sia. La nostra memoria è fatta così, per fiction.
Ah, si dimenticava, nel 2100 il livello del mare salirà dai 15 ai sessanta centimetri e forse la desertificazione attaccherà anche l’Europa. La Lombardia diventerà come la Sicilia e finalmente Milano sarà Marittima di nome e di fatto. Spegnete la vostra lucina del televisore e forse ci salveremo tutti, non consumate acqua calda e cercate di limitare l’uso delle lavastoviglie. L’Iran chiede all’Europa prove documentali per certificare se l’Olocausto è davvero esistito. Le sapremo ancora giustamente dare? E il bullismo a scuola? E le indossatrici magre? E il nuovo iPhone di Apple? E hai visto la Melandri che è veramente stata nella villa di Briatore? Un politico che mente deve dimettersi? Meglio Machiavelli o Obama? Hillary o Giuliani? E lo scooter a tre ruote è più stabile di una moto? Ma secondo voi Saddam è ancora vivo? Hanno impiccato un sosia? Meglio il burka o il passamontagna?
Forse ha ragione Antonio Albanese: una società che ha inventato acquascooter e snowboard è destinata ad estinguersi.
P.S. - Domenica si gioca. La palla è rotonda e costa molti soldi. Peraltro, come dice il Secolo d’Italia, organo di Alleanza nazionale, partito della destra, dell’ordine e che solo un anno fa esprimeva vicepresidenti del Consiglio e ministri: «Forse è davvero il caso di farla finita con fiumi di retorica: i ragazzi ultras non sono altro rispetto alla società civile. Fanno parte di noi. Siamo tutti coinvolti culturalmente e psicologicamente: non foss’altro perché cerchiamo la nostra dose di adrenalina sulle montagne russe o guardando un film di pirati. Esistono le regole: facciamole rispettare. Servono regole nuove? Si facciano. Ma, per favore, senza uccidere la forza vitale, la capacità di rischiare, la voglia di avventura che c’è nell’uomo. Che poi sono l’essenza stessa dell’umanità». Mah! Liberi tutti!
9 febbraio 2007 |